Carie dentale: prevenzione dal neonato all’adulto

La carie dentale è un problema comune dell’infanzia.

Carie dentale prevenzione dal neonato all'adulto

In particolare nei bambini in età prescolare, ed è cinque volte più diffusa dell’asma.

Anche se è prevenibile, in Italia quasi il 20 per cento dei bambini di età compresa tra i 2 e i 5 anni purtroppo la sperimentano in prima persona.

Ma a quale età è bene iniziare la profilassi?

A questa domanda si dovrebbe rispondere già in gravidanza. Epoca in cui la salute della bocca della futura mamma gioca un ruolo fondamentale.

Va precisato che circa un quarto delle donne in età riproduttiva è affetto da carie dentale attiva o trattata.

La presenza di carie e flora batterica orale cariogena nella madre aumenta il rischio di insorgenza di carie dentale nel bambino.

Lo afferma il Gruppo multidisciplinare di esperti in materia di odontoiatria, nelle Raccomandazioni per la Promozione della Salute Orale in Età Perinatale.

Redatte nel 2015 per conto del Ministero della Salute. Con l’obiettivo di promuovere la salute orale delle donne in gravidanza e prevenire le malattie orali nei bambini piccoli.

Il mantenimento durante la gravidanza di una corretta igiene orale e di corretti stili di vita permettono al nascituro di risultare meno soggetto alle patologie dentali anche da adulto.

Per arrivare alla prevenzione cerchiamo però di capire prima come e perché si genera la carie.

La carie: una malattia infettiva

La carie è una malattia infettiva ad eziologia multifattoriale.

Interessa i tessuti duri dentali determinandone la progressiva distruzione.

Affinché si sviluppi, sono necessari tre fattori di rischio fondamentali:

  1. presenza di flora batterica cariogena
  2. dieta ricca di carboidrati fermentabili
  3. ridotte difese dell’ospite influenzati da fattori genetici e biologici, dall’ambiente sociale (famiglia e comunità), dagli stili di vita, dall’accesso alle cure

Anche nella bocca, come in tutto il tubo digerente, abitano milioni di batteri. Questi possono essere buoni o favorire con la loro azione lo sviluppo della carie.

Il principale batterio coinvolto nella patologia cariosa è lo Streptococcus mutans. Con la partecipazione di lactobacilli.

Questi batteri utilizzano per vivere i carboidrati (zuccheri) fermentabili, assunti con la dieta.

Producono dai carboidrati acidi organici che a loro volta provocano una caduta del pH.

Cioè rendono l’ambiente della bocca più acido. Con conseguente demineralizzazione dello smalto.

La colonizzazione di questi batteri avviene soprattutto dopo l’eruzione dei denti. Può però già iniziare sin dal momento della nascita.

Accumulandosi soprattutto nelle fessurazioni della superficie linguale.

Quanto più elevate sono le concentrazioni di Streptococcus mutans nel cavo orale della mamma, tanto maggiore è il rischio di trasmissione al proprio figlio.

Quindi più elevato lo sviluppo di lesioni cariose nei denti decidui o da latte.

Andrebbe quindi assolutamente evitata da parte della mamma la condivisione del cucchiaio della pappa o la detersione del succhiotto con la propria saliva.

Il ruolo dell’alimentazione

La dieta svolge un ruolo di primo piano nella formazione della carie e delle erosioni dello smalto.

Gli zuccheri introdotti con la dieta, soprattutto il saccarosio (comune zucchero da cucina), determinano un aumento del rischio di carie dentale.

Soprattutto se assunti più di quattro volte al giorno e addizionati ad alimenti come dolciumi, bibite, biscotti, succhi di frutta, miele.

Il controllo della frequenza di assunzione degli zuccheri rappresenta infatti, un fattore chiave per la prevenzione della carie.

Ricordiamo inoltre che il consumo elevato e frequente di zuccheri rappresenta, inoltre, un fattore di rischio per malattie cardiache, diabete e obesità infantile.

Una forma grave della carie dentale nei bambini di età inferiore a sei anni viene definita carie ad insorgenza precoce della prima infanzia. La cosiddetta sindrome da biberon.

Per la sua prevenzione va suggerito alla mamma di evitare soprattutto prima di andare a letto l’uso di miele (associato al succhietto), tisane dolcificate, biberon con latte zuccherato o succo di frutta.

L’igiene orale

Nel neonato bisogna cominciare sin dai primi giorni di vita a pulire i tessuti orali e le gengive dopo ciascuna poppata con una garzina morbida inumidita.

In questo modo si genera nel bimbo una forma stabile di apprendimento in grado di influenzare i futuri comportamenti. Che lo porteranno ad associare alla fine del pasto, l’esigenza dell’igiene orale.

Dopo l’eruzione del primo dente il genitore può associare alla garzina umida uno spazzolino piccolo e morbido.

Da impiegare almeno due volte al giorno, fino all’acquisizione di un’adeguata manualità da parte del bambino. Che in questo modo diventerà sempre più autonomo e responsabile.

Le corrette abitudini di igiene orale vanno acquisite durante l’infanzia per poi essere rafforzate in adolescenza.

La riduzione della quantità di placca ed il miglioramento della salute di denti e gengive si ottengono maggiormente con l’utilizzo di uno spazzolino elettrico. Questo ha un movimento
rotante-oscillante rispetto a quanto si ottiene con l’uso di uno spazzolino manuale.

L’uso dello spazzolino elettrico può essere, quindi, indicato per migliorare la collaborazione del bambino verso le manovre di igiene orale. Oppure in quei pazienti che presentano una scarsa manualità o una incapacità di mantenere un adeguato livello di igiene orale con lo spazzolino manuale.

Dalla fluoroprofilassi alla sigillatura

Ancora oggi l’Organizzazione Mondiale della Sanità, considera la fluoroprofilassi, il miglior mezzo per la prevenzione della carie.

Il fluoro può essere somministrato per via:

  • topica: esponendo le superfici dentali a sostanze che ne contengono elevate concentrazioni (gel, dentifrici, vernici). Queste sostanze non sono destinate ad essere ingerite.
  • sistemica: cioè mediante l’assunzione costante e regolare per bocca (gocce, acque fluorate, latte, sale, compresse)

Ad oggi l’effetto preventivo sembra essere più efficace con la somministrazione topica post-eruttiva piuttosto che con la somministrazione sistemica.

E’ necessario fare una premessa importante.

La quantità di fluoro assunta con gli alimenti (es. pesce azzurro, frutti di mare, the, patate, spinaci, cereali) non riesce spesso a raggiungere il fabbisogno totale (1mg/die).

A meno che non si possa disporre nella propria rete idrica o si beva acqua minerale con un contenuto di fluoro superiore a 0,7 mg/l.

Le acque minerali con questa caratteristica non sono tante.

Quindi, per prima cosa, bisogna informarsi su che tipo di acqua si beve regolarmente e qual’è la percentuale di fluoro contenuta.

Le acque minerali con contenuto di fluoro (tra 0,3 ed 0,7 mg/l) sono:

  • Ferrarelle
  • Boario
  • Pracastello
  • Levico
  • San Pellegrino

Le acque minerali con concentrazioni di Fluoro (superiore a 0,7mg/l) sono:

  • Uliveto
  • San Paolo
  • Acqua di Lepe

Le linee guida

Le linee guida dell’OMS prevedono il seguente programma di Fluoroprofilassi.

Dai 6 mesi ai 6 anni uso di un dentifricio contenente almeno 1000 ppm di fluoro 2 volte al giorno. Con un attento controllo da parte degli adulti della dose utilizzata sullo spazzolino in quanto, essendo i bambini ancora piccoli, potrebbero ingerirne una certa quantità.

Laddove l’uso del dentifricio risulti essere oggettivamente difficile o in individui ad alto rischio di carie si può integrare con l’assunzione di gocce di fluoro.

Dai 6 anni uso di un dentifricio contenente almeno 1000 ppm di fluoro 2 volte al giorno. Il dentifricio dovrebbe essere risciacquato il meno possibile.

A ciò si deve aggiungere che qualsiasi ulteriore applicazione professionale topica di fluoro (gel, vernici) è consigliata ed in particolare modo necessaria per individui a medio ed alto rischio di carie.

Sulla base di diversi studi l’OMS sottolinea che è quasi impossibile ottenere benefici in termini di prevenzione senza dar luogo a forme, seppur lievi, di fluorosi. Che si può manifestare anche con la comparsa di macchie bianche sullo smalto.

Tuttavia se si seguono le indicazioni, l’eccessiva assunzione di fluoro nel corso della terapia topica risulta essere estremamente limitata.

Sigillatura

Quando erompono i primi molari permanenti è consigliabile la loro sigillatura.

Questa consiste nella chiusura meccanica, mediante apposita resina, da eseguire nello studio odontoiatrico, dei solchi presenti sulla loro superficie masticatoria, notoriamente esposta per la sua conformazione a un elevato rischio di carie.

Cosa abbiamo imparato

La carie dentale è una malattia infettiva che porta alla distruzione dei tessuti duri del dente.

Per la prevenzione è fondamentale una adeguata pulizia dei denti fin dalla nascita.

Un apporto adeguato di fluoro e l’urso di dentifrici ricchi di questa sostanza. Inoltre è fondamentale ridurre l’apporto con la dieta di zuccheri.


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