Gastroenterite: come dobbiamo comportarci

Vomito e diarrea liquida: ecco arrivata la gastroenterite.

Gastroenterite ecco cosa fare

E’ causata da un’infezione. Nel 99% dei casi da un virus. Il virus che è coinvolto nella maggior parte delle forme di gastroenterite si chiama rotavirus. Non è l’unico ma il più frequente.

E’ una sorta di “influenza” che colpisce stomaco ed intestino. Provocando febbre, dolori addominali, vomito e diarrea liquida.

Le forme virali durano circa 8-9 giorni con una graduale miglioramento della sintomatologia.

E’ molto diffusa tra i bambini ma colpisce anche adulti ed anziani.

I bambini possono fare nel corso dell’anno diversi episodi di gastroenterite. Soprattutto sotto i 3-4 anni di vita

E’ tipica della stagione che va da ottobre a maggio.

Come si diffonde la gastroenterite virale

Il virus che causa la gastroenterite si trasmette per via oro-fecale o per contatto diretto.

Ciò vuol dire che i virus vengono eliminati in grossa quantità con le feci. Questi vengono poi introdotti nelle bambini e negli adulti attraverso l’ingestione di di acqua e cibo contaminati e mediante il contatto con superfici e oggetti infettati.

La mancata osservanza delle più comuni pratiche igieniche, quali il lavaggio delle mani, è una delle vie di trasmissione più comuni. Responsabile della diffusione dell’infezione nelle comunità.

Per questo motivo la gastroenterite è frequente e si diffonde rapidamente negli ambienti in cui i bimbi vivono a stretto contatto, come asili o scuole.

I virus contagiano anche gli adulti che vivono a contatto con i bambini infetti.

Negli adulti i sintomi sono spesso di lieve entità o non ci sono. Gli stessi adulti diventano però veicolo di trasmissione.

I sintomi

Come già accennato la gastroenterite può dare febbre. Anche se non è sempre presente.

Vomito soprattutto nei primi due tre giorni.

Diarrea che può persistere anche per diversi giorni. La diarrea è generalmente liquida.

Ovviamente dolori addominali e malessere generale.

La sintomatologia dura di solito 7-8 giorni. Si assiste ad un progressivo e lento miglioramento dopo i primi due tre giorni.

Cosa dobbiamo fare in caso di gastroenterite acuta

L’unico rischio di questa infezione è la disidratazione. Cioè una eccessiva perdita di liquidi e sali minerali (sodio, potassio) rispetto a quelli introdotti.

Esistono diverse preparazioni adatte per integrare la perdita di sali minerali. Con gusti anche buoni.

Di solito in bustina o in bricchi già sciolti nell’acqua.

Ricordiamoci che dopo un episodio di vomito al nostro bambino non dobbiamo somministrare nulla per almeno 1 ore e ½

Anche se il piccolo lo richiede a gran voce.

Infatti se beve subito dopo un episodio di vomito, molto spesso vomita di nuovo.

Il rischio è che non si fermi più.

Quando riprende a bere utilizziamo un cucchiaino da caffè. Diamogli un cucchiaino alla volta piano piano. sempre per evitare di stimolare il vomito.

Non dobbiamo insistere mai troppo altrimenti il piccolo potrebbe vomitare.

Il virus se ne va come è arrivato nel giro di 7-8 giorni.

Dopo 4 ore che il bimbo non vomita più si può introdurre la dieta che stava facendo in precedenza.

Se è allattato al seno, l’allattamento non va sospeso.

Non preoccupatevi se per qualche giorno il bambino mangia poco: l’importante é che assuma liquidi.

Per la febbre si può utilizzare il paracetamolo. Quando è presente vomito per supposta poi per sciroppo.

Gli antibiotici non hanno alcuna efficacia contro le infezioni virali.

Solo occasionalmente possono essere necessari farmaci per contenere il vomito o per il dolore addominale.

Devono essere sempre e solo prescritti dal vostro pediatra di fiducia.

Il ricovero

Nel caso in cui il bimbo non riesce a reintrodurre i liquidi e i sali persi con vomito e diarrea, può andare incontro ad una disidratazione.

In questo caso è necessario rivolgersi al pronto soccorso più vicino.

Per effettuare una reidratazione per via endovenosa.

Prevenzione della diffusione 

Quanto al modo per evitare il diffondersi delle infezioni intestinali, basta seguire semplici precauzioni dettate dal buonsenso.

La misura più efficace è far lavare le mani ai bimbi in maniera accurata. Più volte nell’arco della giornata.

Specie nelle ore di frequenza dell’asilo durante le quali il contatto tra i bimbi è molto elevato.

Basti pensare alle dita in bocca e all’abitudine di prendere per mano i propri compagni.

Inoltre, si deve limitare al massimo la condivisione di stoviglie.

Evitare che i bimbi bevano dallo stesso bicchiere o usino lo stesso tovagliolo della persona infetta.


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