Rosolia: sintomi, vaccino e adulti

La rosolia è una malattia esantematica causata da un virus.

Rosolia sintomi, vaccino e adulti

Ricordiamo che fanno parte delle malattie esantematiche, oltre alla rosolia: morbillo, scarlattina, varicella, quinta malattia e sesta malattia.

Il virus che causa la rosolia fa parte del genere Rubivirus, famiglia Togaviridae. E’ un virus ad RNA.

Colpisce soprattutto tra l’inverno e la primavera. Sono interessati in modo particolare bambini in età scolare. Tra i 5-14 anni.

Può colpire però in tutte le età.

Modalità di trasmissione

Il virus della rosolia è eliminato per via rinofaringea attraverso le goccioline che mettiamo tossendo, parlando, starnutendo.

Penetra nei nuovi ospiti attraverso le mucose delle vie respiratorie superiori e la congiuntiva.

Ha la massima contagiosità da 7 giorni prima a 5 giorni dopo la comparsa dell’esantema. Va ricordato che  il neonato affetto da rosolia congenita rimane portatore del virus per oltre 12-18 mesi.

I sintomi della rosolia

Dopo un periodo di incubazione di circa 12-23 giorni, compaiono i sintomi.

Nella maggior parte dei casi questi sono lievi. In alcuni casi non si manifestano neppure o lo fanno in forma molto attenuata.

Vi può essere febbricola o vera e propria febbre. Mal di testa, occhi arrossati e lacrimosi, dolori articolari.

Gonfiore dei linfonodi alla base della nuca, sul retro del collo e dietro le orecchie.

Spesso è presente un enantema. Cioè delle macule di color rosa presenti sul palato molle. Sono le macchie di Forchheimer.

L’esantema dura circa 5 giorni.

E’ costituito da piccole maculo-papule di colore rosa. Compaiono inizialmente al volto e si diffondono al tronco e agli arti. Non interessano il palmo delle mani e la pianta dei piedi. Non desquamano.

Nell’adulto i sintomi sono più accentuati.

Complicanze

Le complicanze della rosolia sono rare. Più frequenti nell’adulto.

Possono essere dovute ad un interessamento del sistema nervoso centrale o periferico.

Oppure a manifestazioni ematologiche. Come emorragie da piastrinopenia autoimmune o da ridotta produzione midollare.

Nell’adulto il virus può localizzarsi ai testicoli causando una loro infiammazione (orchite)

La rosolia congenita

Il virus della rosolia può essere molto pericoloso durante la gravidanza. Perché può portare gravi conseguenze al feto.

Soprattutto se la madre contrae la malattia nel primo trimestre della gravidanza. In questo periodo il virus può generare un aborto spontaneo, morte intra-uterina o gravi malformazioni fetali.

Le più comuni e gravi manifestazioni della rosolia congenita sono i difetti della vista, la sordità, le malformazioni cardiache e il ritardo mentale nel neonato.

Si parla di sindrome congenita.

Tutte le donne non vaccinate o che non sanno se lo sono state dovrebbero sottoporsi al rubeotest. Da eseguire prima dell’avvio della gravidanza.

Se negativo è necessario vaccinarsi. Se una donna ha in programma una gravidanza, dovrà attendere un mese dopo la vaccinazione antirosolia.

La vaccinazione

La miglior arma contro la rosolia e soprattutto la rosolia congenita è la vaccinazione.

Dal 2017 è una vaccinazione obbligatoria. Si effettua con un virus vivo attenuato. Con un’efficacia > 95% e che garantisce immunità a vita.

Generalmente si effettua insieme alla vaccinazione per il morbillo la parotite e la varicella.

Come per tutti vaccini vivi attenuati, la vaccinazione non viene praticata negli individui con deficit immunitario.

Oppure sotto terapia immunosoppressiva con corticoidi, antineoplastici, antirigetto.

Nelle donne gravide o che desiderano esserlo nel mese successivo (per sicurezza, anche se non si sono mai verificati problemi correlati).


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