Ciuccio o dito in bocca? Quale preferire

Per la maggior parte dei bambini il dito in bocca o il ciuccio sono passaggi quasi obbligatori.

Ciuccio o dito in bocca Quale preferire

Le ecografie dei feti spesso ci mostrano che succhiano il pollice nel grembo materno.

E’ un bisogno che regala comfort indipendentemente dalla fame.

Un bisogno di consolazione innato.

La spinta a succhiare non è soddisfatta dal latte artificiale e in alcuni casi neppure dall’allattamento materno.

Inoltre nei primi mesi, anche i più piccini, scoprono che uno dei piccoli piaceri della vita è proprio nelle loro mani, facilmente raggiungibile, a portata di mano.

Il piccolo, infatti, chiede il seno della madre per nutrirsi ma, anche e soprattutto, perché da esso riceve rassicurazione e conforto.

Il pollice, come il ciuccio, altro non è che un sostituto al seno materno, perché permette al piccolo di calmarsi ed autoconsolarsi quando la madre non può soddisfarlo.

E’ normale quindi che il bambino ricorra alla suzione del dito in condizioni di stress, durante la notte o in momenti di distacco momentaneo dalla figura di riferimento.

Succhiare il pollice fa scaricare la tensione, è per il piccolo un antidoto alla paura e al senso di solitudine e lo fa sentire sicuro e protetto, anche più del succhietto.

Quest’ultimo infatti può essere dimenticato a casa o venirgli tolto dai genitori ed il bambino lo percepisce, sa che, invece, il suo pollice è sempre a portata di “mano”.

La capacità dei bambini di utilizzare le proprie parti del corpo per il comfort personale va considerata come un segno di salute emotiva e non un disturbo psicologico.

Vi sono dei bambini che sembrano insoddisfatti dopo la presa del biberon. Hanno succhiato abbastanza latte, ma non hanno succhiato abbastanza.

Mentre uno dei vantaggi dell’allattamento al seno è che può ancora essere succhiato anche quando la poppata è finita.

Perché, anche se sazi, essi possono aver bisogno della tetta per pacificarsi.

Ma se le mamme non si sentono o non possono lasciarli succhiare tranquillamente il seno, il piccolo può succhiarsi il dito.

E’ un desiderio  apparentemente insaziabile e innato.

I danni del dito in bocca

Purtroppo il tanto amato pollice, è capace di creare molti danni.

I bambini non solo lo succhiano, ma tendono a spingerlo contro il palato esercitando una pressione non indifferente.

Pressione capace, più del ciuccio, di alterare la crescita dell’arco palatino. Con il passare del tempo è quasi sicuro che si possa sviluppare una malformazione dell’arcata dentaria.

Quando il bambino è piccolo le ossa della mandibola e della mascella sono dotate di particolare elasticità.

Questa può consentire uno schiacciamento delle stesse parti e la conseguente deformazione e crescita scorretta dei denti. l pollice spinge i denti in fuori.

Il vizio prolungato di succhiare il pollice, inoltre, può essere causa di infezioni al dito stesso. A causa dei microbi che attecchiscono in una zona di pelle ormai macerata e senza difese.

Inoltre il bambino che succhia introduce facilmente aria nello stomaco con conseguente meteorismo e coliche addominali.

Succhiare il dito dopo i 4 anni è un motivo per iniziare a pensare all’ortodontista.

Soprattutto se il bambino ha già una arcata superiore sporgente.

Il pollice viene forzato contro la parte interna dei denti incisivi superiori causando un morso alterato e altre possibili malocclusioni dentali.

Il ciuccio come alleato

Il tanto demonizzato ciuccio è sicuramente un’alternativa migliore del dito.

Il ciuccio negli ultimi anni, ha assunto delle forme che meglio rispettano l’anatomia del palato.

E’ sterilizzabile tranquillamente in acqua bollente. Soprattutto non lascia danni al palato e ai denti se tolto in tempo debito.

Inoltre il ciuccio si cestina molto più facilmente.

Ci saranno momenti di tensione, ma il piccolo troverà un altro metodo per rilassarsi (spesso con un pupazzetto o altro). Il dito è parte del suo corpo.

E mentre non si è mai visto un bambino alle medie con il ciuccio, si è visto uno che si succhia il dito.

Anche nella futura correzione con apparecchio per i denti, il fatidico dito crea problemi persino alle apparecchiature per la loro correzione.

Alla luce di tutto direi che, per me, il ciuccio vince contro il dito.

Per questo alcuni esperti suggeriscono di scegliere tra il minore dei mali e di abituare pertanto il piccolo al ciuccio sin dai primi mesi di vita.

Togliere il vizio

Di certo interrompere un’attività tanto rassicurante come quella di succhiare il dito ha di fatto delle implicazioni psicologiche.

Inutile e dannoso, quindi, intervenire imponendo con violenza al piccolo di smettere. Non farebbe che accrescere il suo bisogno di consolazione e la necessità di soddisfarlo soltanto attraverso se stesso.

Normalmente, quando il bambino inizia a frequentare la scuola, perde il vizio di succhiare il pollice spontaneamente.

Perché, capita spesso, che venga preso in giro dai compagni. O rimproverato dalla maestra per questo.

Ma, quando la decisione di smettere non è autonoma, deve essere sostenuta dai genitori.

Che possono essere di aiuto cercando innanzitutto di distrarre il piccolo con giochi ed attività che gli tengano impegnate le mani.

Offrite voi per prime delle alternative al succhiare. Provate delle alternative: dondolo, massaggi, giochi animati e il canto.

Il bambino fin da subito viene a conoscere che ci sono altri modi per trovare conforto oltre al pollice. In seguito lui stesso cercherà alternative alla gratificazione orale.

Fate in modo che tenga il pollice occupato soprattutto quando lui è annoiato. Quando vedete il pollice dirigersi alla bocca, distraetelo e reindirizzatelo in un’attività che mantiene entrambe le mani occupate.

Aumentando pian piano gli intervalli di tempo in cui il piccolo non ha la possibilità di portare il dito alla bocca.

La tranquillità è fondamentale

Un ottimo incentivo è poi quello di stabilire una serie di premi commisurati al raggiungimento degli obiettivi.

Se il piccolo riesce a smettere per una settimana verrà premiato con un regalo, se riesce a smettere per un intero mese il regalo sarà più grande.

Attenzione però, i premi non dovranno consistere in denaro o giocattoli ma soltanto in ricompense morali.

Come una passeggiata insieme nel suo parco preferito o tante coccole.

Cercate di sostituire l’attività consolatoria del succhiare il pollice anche con altri oggetti. Un orsacchiotto così grande che dovrà avvolgere le mani intorno ad esso.

Mettetelo a letto con le mani occupate con un libro o un giocattolo, cantate ninne nanne e fate ascoltare della musica, se si sveglia la notte lasciatelo giocare.

E’ importante inoltre evitare di intervenire proprio quando il bambino attraversa una fase di cambiamento e stress. Come per la nascita di un fratellino o per l’inserimento al nido o all’asilo.

In questi casi sarà necessario assecondare la sua necessità di succhiare e rimandare i tentativi di distoglierlo dal vizio a quando la soddisfazione del suo bisogno di consolazione sarà divenuta meno impellente. Magari durante le vacanze.

Cercate di mantenere la vostra e la sua vita calma. In questo modo, anche se userà il pollice per aiutarsi a rilassare, imparerà che se l’ambiente familiare è rilassato il pollice non serve.

Utili sono le lunghe passeggiate, la musica, la respirazione profonda quando vi sentite in ansia.

Togliere il ciuccio

Anche il ciuccio va tolto dopo i due anni.

Sebbene provochi danni minori rispetto al dito anche il ciuccio alla lunga crea disturbi ai denti e all’arcata dentaria.

Pianificate l’addio in un periodo in cui il bambino è calmo e spensierato, per esempio durante le vacanze.

Consentite al bambino il succhiotto solo in casa. Poi restringete progressivamente i momenti in cui può usarlo. Fino ad ammettere il ciuccio solo per andare a dormire.

Preparatelo al cambiamento.

Tre giorni possono essere sufficienti: i bambini si abituano meglio ai cambiamenti quando sono ben preparati all’idea.

Usate le parole giuste, un tono calmo e rassicurante

Evitate espressioni colpevolizzanti e paragoni con altri bambini. E’ importante usare un tono calmo e rassicurante.

Ditegli semplicemente:  “Ora sei grande e pronto per lasciare il ciuccio“.

Deve suonare come un’informazione di ciò che avverrà e non come l’annuncio di un evento.

Anche per il ciuccio può essere utile associare il suo addio ad una ricompensa.

Raccontategli che porterete il succhiotto di un centro di riciclo plastica e si trasformerà in un gioco nuovo. Un regalo per lui.

Oppure raccontategli la storia della fatina dei ciucci.

Sulla falsariga della fatina dei dentini che porta un soldino per ogni dentino da latte, è sempre più in voga anche la magica sorella.

La fatina dei ciucci, una creatura magica, generosa come quelli dei denti.

Occorre appoggiare tutti i succhiotti con un bel fiocco colorato sul davanzale di una finestra (o sul balcone).

Di notte arriverà la fatina che li porta via per consegnarli ai bimbi più piccoli che ne hanno davvero bisogno, lasciando, però, un regalino.

Riuscirete così ad avvolgere questo passaggio in una dimensione magica e fiabesca. Provate e, ovviamente, modificate e arricchite la storia per renderla più affascinante ed efficace per il vostro bambino.

Cosa abbiamo imparato

Succhiare per un bambino è un’azione spontanea ed innata che dona tranquillità e confort.

Per questo motivo moltissimi bambini si succhiano il dito.

Vizio che col passare del tempo porta a malformazioni delle arcate dentali.

Se proprio si deve scegliere meglio il ciuccio.

Nel caso questa abitudine tenda a continuare la famiglia si deve impegnare con calma e tranquillità a far perdere il vizio soprattutto dopo i dua anni di vita.

E’ importante per la salute non solo della bocca dei vostri cuccioli.


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