Pidocchi: come riconoscerli e curarli

I pidocchi mettono sempre in allarme mamme e papà.

Pidocchi come riconoscerli e curarli

Quando arriva l’odiato avviso della presenza di pediculosi all’asilo o nella scuola frequentati scoppia il panico in famiglia.

Di solito arriva in autunno.

Ma tutto l’anno è buono per prendere i pidocchi, dei piccoli insetti parassiti che si annidano nel cuoio capelluto e danno un sacco di prurito.

Cosa sono

I pidocchi sono piccoli parassiti di colore bianco-grigiastro. Vivono solo sull’uomo e ne succhiano il sangue.

La specie che infesta i capelli dei bambini e degli adulti non è in grado di sopravvivere su animali.

Sono di dimensioni ridotte: da uno a tre millimetri.

Depongono le uova attaccandole al fusto dei capelli o dei peli.

Le uova, dette lendini, sono di colore chiaro. Hanno una forma a pinolo e sono lunghe circa 1 mm.

Le femmine del pidocchio del capo depositano le lendini alla radice dei capelli grazie a una sorta di colla resistentissima.

Le uova di tutti i pidocchi maturano e schiudono in 7 giorni. Nel corso di un mese possono deporre sull’ospite dalle 80 alle 300 uova.

L’infestazione che causano si chiama pediculosi.

Oggi le infestazioni sono frequenti.

Non c’è una correlazione stretta tra l’igiene personale, lo stato di pulizia degli ambienti casalinghi e la diffusione dei pidocchi.

Infatti, la trasmissione avviene per contatto diretto con persone già infestate.

Oppure attraverso lo scambio di indumenti o effetti personali, come cuscini, cappelli, sciarpe o pettini.

Quindi passano con facilità da una persona ad un’altra.

I più colpiti dalla pediculosi sono i bambini in età prescolare e scolare (3-11 anni) e le loro famiglie.

Perché hanno più occasioni per contatti stretti. Le bambine sono più colpite dei maschi, probabilmente a causa dei capelli lunghi.

Esistono tre diverse specie di pidocchi:

  • della testa (Pediculus capitis)
  • del corpo (Pediculus humanus)
  • del pube (Phthirus pubis)

Il primo è di gran lunga il più diffuso ed è quasi indistinguibile da quello del corpo, ormai piuttosto raro.

Il pidocchio del pube ha invece una forma decisamente più schiacciata rispetto alle due specie (da cui il nome comune “piattola”).

Il ciclo vitale

Il ciclo vitale del pidocchio avviene attraverso tre stadi e dura circa un mese.

Si parte dall’uovo che schiudendosi dà origine alle ninfe. Forme immature del parassita adulto.

La ninfa è molto piccola e rossastra, mentre il pidocchio adulto è scuro e lungo 2-4 mm.

Il pidocchio adulto depone le uova che a loro svolta si schiudono dopo 8-10 giorni riproducendo il ciclo.

Il parassita sopravvive circa un mese sul capo di una persona. Ma non più di 48 ore sugli oggetti e nell’ambiente.

Le uova possono sopravvivere più a lungo lontano dallo scalpo.

Non sono però in grado di maturare e schiudersi se non sono mantenute a temperatura simile a quella della cute umana.

Ciò significa che molto difficilmente il parassita arriverà sulla testa di un bambino passando attraverso l’ambiente.

I pidocchi depongono le uova alla radice dei capelli e in particolare sulla nuca. Dietro le orecchie e talvolta alla radice della frangia.

È spesso difficile vedere l’insetto adulto, a meno che l’infestazione non sia già avanzata.

Sono invece molto numerose le uova, che hanno un aspetto bianco traslucido o, a volte, marrone scuro. Sono strettamente adese alla base del capello.

Sintomi

I pidocchi si manifestano con irritazione e intenso prurito nella zona interessata.

I pidocchi del capo non trasmettono malattie infettive.

Certamente, se sono numerosi, possono indurre lesioni da grattamento che a loro volta possono infettarsi.

In alcuni casi possono comparire anche reazioni allergiche.

La cute su cui vi sono i pidocchi può andare incontro a dermatiti, impetigine e altre affezioni simili dovute a stafilococchi.

Il prurito provocato dai pidocchi non è dovuto alla sporcizia. Bensì proprio alle punture dell’insetto.

Bisogna sfatare il mito che i pidocchi infestino le persone con scarsa igiene personale.

Anzi, più i capelli sono puliti più è facile che i pidocchi riescano ad ‘attecchire’ e a depositare le proprie uova alla radice degli stessi.

Un segnale di allarme per i genitori è certamente il prurito.

Ogni volta che il bambino si gratta la testa bisogna controllare se non ci sono pidocchi.

Un altro sintomo che richiede un controllo accurato è la presenza di arrossamenti e graffi da grattamento nei punti più infestati.

I punti più infestati, come abbiamo visto, sono la nuca e l’attaccatura dietro le orecchie.

Come riconoscere i pidocchi

Innanzitutto dobbiamo impariamo a riconoscere le uova: possono essere chiare o scure e misurano all’incirca 1 millimetro.

Si individuano alla base del capello, nei primissimi centimetri: le larve amano stare attaccate alla cute, perché è più caldo.

Si individuano meglio se illuminate i capelli bagnati dividendoli in sezioni con un pettine fitto.

E’ meglio effettuare il controllo di giorno, davanti a una finestra.

A volte la luce elettrica rende le uova trasparenti, specie se ci si trova davanti a una chioma bionda. La più difficile da esaminare.

È bene munirsi di una lente d’ingrandimento, di un pettine a denti finissimi e di un foglio di carta bianca.

Basterà passare il pettine fra i capelli per vedere cadere sul foglio il pidocchio adulto. Non sempre però gli insetti adulti sono presenti in numero sufficiente.

E’ quindi necessario cercare le uova con la lente d’ingrandimento e separare i capelli in quattro aree, trattenute con mollette o forcine, procedendo poi a un esame sistematico ciocca per ciocca.

Le uova del pidocchio possono essere confuse con forfora. Per comprendere la differenza basta cercare di eliminarle dal capello con una piccola scossa.

La forfora cadrà mentre l’uovo di pidocchio resterà saldamente incollato al fusto

Prevenzione

L’unica forma efficace di prevenzione è il controllo dei capelli dei bambini. Soprattutto se il bambino lamenta prurito o presenta arrossamenti al capo.

In caso di infestazione bisogna procedere subito con un trattamento eradicante.

Avvertire la classe del bambino e la direzione scolastica. In tal modo si riesce a limitare nel tempo e nello spazio la diffusione dei parassiti.

Terapia

Un problema che rende difficile la terapia è quello delle resistenze ai più comuni prodotti antiparassitari.

In molti casi i bambini trattati sono in realtà ancora infestati. Continuano a diffondere la parassitosi all’insaputa di genitori e insegnanti.

La mancata efficacia del trattamento può anche dipendere anche da un uso scorretto dello stesso o da un tempo di posa inadeguato.

È importante seguire alla lettera le indicazioni d’uso del prodotto prescelto.

Devono essere trattati bambini e adulti che presentano i pidocchi. Così come tutte le persone conviventi e i compagni con cui hanno avuto contatti stretti.

Secondo le linee guida del National Health Service britannico, è utile anche fare un trattamento profilattico a chiunque condivida il letto con una persona infestata da pidocchi. Anche se non si vedono parassiti o lendini.

Il trattamento deve essere effettuato in contemporanea. Se il bambino viene trattato subito e il resto della famiglia 24 ore dopo, tutto il processo può risultare inefficace.

In generale si consiglia sempre un secondo trattamento a distanza di una settimana perché nessun prodotto è certificato ovocida al 100 per cento. Cioè è possibile che qualche uovo sopravviva e generi pidocchi vitali.

Non basta trattare la persona. Bisogna eliminare eventuali uova da indumenti e arredi venuti a contatto con la testa nelle 48 ore precedenti la scoperta dei pidocchi.

È bene raccogliere cappelli, sciarpe, golf, federe, lenzuola, coperte, copridivani e asciugamani e lavarli in lavatrice a 60 °C.

Le uova di pidocchio vengono infatti uccise da un’esposizione a temperature superiori ai 55 °C per cinque minuti.

Rimuovere le lendini

Ogni giorno per circa una settimana dopo il trattamento è necessario procedere a un controllo di tutta la capigliatura.

Quindi all’eliminazione di eventuali uova residue con l’apposito pettine acquistabile in farmacia.

I cui denti devono essere posizionati a una distanza inferiore ai 0,3 mm.

Solo la rimozione meccanica delle uova garantisce la completa eradicazione.

La rimozione delle lendini è fondamentale per la riuscita del trattamento per eliminare i pidocchi.

Ecco sei consigli pratici per ottimizzare il procedimento:

  • Procurarsi un pettine a denti fitti
  • Dividere i capelli bagnati in piccole ciocche
  • Passare il pettine sulla ciocca dalla base del capello fino alla punta con un unico gesto continuo
  • Eseguire lo stesso movimento in senso contrario, dalle punte dei capelli verso la base per eliminare eventuali uova residue
  • Pulire il pettine con un fazzolettino di carta ogni volta che si ripete il gesto
  • Asciugare i capelli con il phon caldo, perché il parassita è sensibile al calore

Le uova rimaste sul pettinino vanno raccolte con un fazzoletto di carta da buttare accuratamente nella pattumiera.

Lo stesso procedimento va portato avanti anche dopo il secondo trattamento, da effettuare circa una settimana dopo il primo.

I  prodotti in commercio

In commercio si trova di tutto: shampoo, mousse, spray, lozioni, olii. Contenenti diversi principi attivi.

Meglio utilizzare le formulazioni in gel, spray o mousse termosensibile.

Che si scioglie col calore del capo. Si distribuisce con uniformità lungo tutto il fusto ma soprattutto nelle vicinanze dello scalpo, laddove sono presenti le lendini.

La formulazione in shampoo risulta la meno efficace. Perché il principio attivo viene diluito dall’acqua e perché il tempo di posa è piuttosto ridotto.

Si sconsiglia vivamente l’uso di polveri, che possono essere inalate e risultare tossiche.

I principi attivi insetticidi

Gli studi clinici effettuati sui diversi prodotti non sono giunti a conclusioni univoche sul miglior prodotto da utilizzare.

Perché alcuni parassiti possono sviluppare resistenze locali.

In linea generale, permetrina, piretrine naturali e malathion (i tre principi attivi ad azione insetticida più diffusi) possono essere considerati ugualmente efficaci nei confronti dei parassiti adulti.

Mentre le piretrine sembrano leggermente più efficaci delle altre nei confronti delle uova. Anche se in tutti gli studi, per ottenere una completa eradicazione, è stato necessario ricorrere a due trattamenti.

È assolutamente controindicato mescolare prodotti diversi nello stesso trattamento.

Le piretrine

Le piretrine agiscono bloccando il sistema nervoso del pidocchio. Portandolo alla paralisi e alla morte. Inoltre presentano attività ovicida.

Queste sostanze si degradano alla luce e al calore e non hanno attività residua dopo il risciacquo.

Ciò è positivo poiché riduce il rischio di selezionare pidocchi resistenti.

Ai test di tossicità presentano un buon profilo di sicurezza e vengono assorbiti attraverso la cute solo in piccolissime quantità. Insufficienti a causare fenomeni di tossici.

Possono però, in rari casi, provocare dermatiti allergiche da contatto.

La permetrina

La permetrina è una combinazione di isomeri delle piretrine, modificate chimicamente per renderle stabili alla luce e al calore.

Funzionano in modo analogo a quello delle piretrine naturali. Grazie alle modificazioni chimiche rimangono attive anche dopo il risciacquo.

Se questo può da un lato facilitare l’eliminazione delle uova, rende anche più frequenti le resistenze.

Le piretrine e la permetrina sono le molecole più studiate e anche le meno tossiche per l’uomo.

Sono scarsamente assorbite e rapidamente degradate nell’organismo.

Per questa ragione la Food and drug administration, l’ente statunitense per la sicurezza dei farmaci, le ha ritenute prive di rischi partire da un mese di età.

Il malathion

In caso di insuccesso del trattamento con la permetrina, è indicato l’uso del malathion.

Il malathion provoca un accumulo di acetilcolina a livello dei recettori nervosi del pidocchio e induce la rapida morte del parassita e delle uova.

È stato approvato per il trattamento delle pediculosi dalla Food and drug administration nel 1999.

Ha un odore pessimo ed è infiammabile.

Inoltre non è stato studiato in bambini di età inferiore ai 6 anni per cui si tende a raccomandarne l’uso solo dopo questa età.

Esiste sia in lozione sia in gel.

Quest’ultimo sembrerebbe più efficace in alcune prove di laboratorio, sempre che venga utilizzato correttamente. Distribuendolo su tutta la capigliatura con un pettine.

In linea generale si considera il malathion un prodotto di seconda linea, da utilizzare quando quelli a base di piretro o piretrine si dimostrano inefficaci.

Trattamenti per infestazioni refrattarie

Di fronte al diffondersi di resistenze ai trattamenti insetticidi si può combinare il trattamento esterno con permetrina con la somministrazione per bocca di trimetoprim/sulfametossazolo.

Un farmaco ad azione antibatterica commercializzato con il nome di Bactrim.

E’ possibile “avvelenare” il pidocchio, che si nutre del sangue del bambino attraverso la cute dello scalpo.

È evidente che questo tipo di trattamento non va intrapreso senza il consulto del pediatra o del medico di fiducia.

Va riservato a casi davvero resistenti, dopo aver tentato tutte le altre opzioni.

I prodotti ad azione soffocante

Dal 2006 è disponibile in Italia un prodotto a base di dimeticone al 4 per cento.

Un derivato del silicone, incolore, inodore e oleoso, distribuito in forma di lozione.

L’azione antiparassitaria attribuita al dimeticone non è di tipo chimico ma fisico.

E’ dovuta alla capacità della molecola di formare una pellicola attorno al pidocchio, immobilizzandolo e provocandone il “soffocamento”.

Il dimeticone non viene assorbito attraverso la pelle e provoca molto raramente irritazioni.

Inoltre non è associato alla comparsa di resistenze.

La soluzione va applicata sui capelli asciutti e sul cuoio capelluto. Va lasciata asciugare spontaneamente senza utilizzare phon.

Va risciacquata accuratamente dopo almeno 8 ore di posa.

Il trattamento consiste in due applicazioni a distanza di sette giorni, come si fa con gli insetticidi tradizionali.

Anche se i dati sono limitati, questo tipo di prodotto sembra essere efficace quanto le piretrine.

Con una percentuale di successo di circa il 70 per cento. In base ai dati disponibili questo prodotto può essere considerato una valida alternativa ai trattamenti a base di insetticida se non desiderate (o non potete) utilizzare prodotti chimici.

L’inconveniente maggiore è la lunghissima durata di posa. Potete però trattare il bambino la sera, lasciar asciugare il prodotto all’aria quindi metterlo a letto con la testa avvolta in un foulard o cappello. Quindi lavare i capelli al risveglio.

Costo del trattamento

Il costo piuttosto elevato dei prodotti contro i pidocchi è un forte deterrente al loro corretto uso.

Ogni confezione di gel o mousse, in genere sufficiente a uno/due trattamenti, costa dai 10 ai 18 euro.

Trattare l’intera famiglia può costare fino a 100 euro se si acquista anche lo shampoo post trattamento adatto al prodotto scelto.

Fino a 200 se si considera che è necessario ripetere la cura una seconda volta.

I costi elevati indirizzano spesso il consumatore verso gli shampi, che permettono di trattare più persone con una sola confezione.

Ma che sono meno efficaci delle altre formulazioni. Purtroppo i prodotti antipidocchio non sono considerati farmaci ma presidi medico-chirurgici.

Quindi non sono rimborsabili dal Sistema sanitario nazionale.

Cosa abbiamo imparato

I pidocchi sono parassiti dei capelli dell’uomo soprattutto dei bambini.

Vanno ricercati con attenzione quando ci sono segnalazioni della loro presenza a scuola o all’asilo. Oppure se il bambino presenta prurito o arrossamenti cutanei al capo.

La terapia va fatta seguendo con attenzione le indicazioni del pediatra o del medico curante.

Va fatta anche nei confronti dei conviventi e di tutti gli oggetti che possono trasmettere i pidocchi.

E’ un’infestazione non pericolosa. Però molto fastidiosa per tutta la famiglia.


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