Chikungunya: le 5 cose da sapere

Nell’ultimo periodo sono stati segnalati diversi casi di infezione da parte del virus della chikungunya.

Chikungunya le 5 cose da sapere

A Roma e nel vicino comune di Anzio nelle ultime settimane sono stati registrati 17 casi accertati di chikungunya.

La parola chikungunya deriva dal makonde.  Una lingua usata da un gruppo etnico nel sud-est della Tanzania e nel nord del Mozambico.

Letteralmente significa “che piega” o “che contorce”.

Il termine fu utilizzato per definire la malattia durante un’epidemia in Tanzania nei primi anni Cinquanta.

Un sintomo ricorrente sono i forti dolori alle articolazioni che ne limitano i movimenti. Al punto da spingere i pazienti a restare immobili in scomode posizioni per compensare un minimo il dolore.

I primi casi di chikungunya in Italia furono registrati nell’estate del 2007 in Emilia-Romagna, con un’epidemia che portò ad almeno 130 infezioni.

Che cosa è la chikungunya ?

La chikungunya è una malattia virale acuta trasmessa dalle punture di zanzare infette.

Si trasmette attraverso la puntura di una zanzara femmina del genere Aedes, la zanzara tigre.

Non esiste il contagio diretto da persona a persona, con i normali contatti della vita quotidiana.

Cioè se una persona è infetta non può trasmettere l’infezione del virus. L’infezione può arrivare solo dal morso della zanzara tigre infetta.

Come riconoscerla?

I sintomi compaiono di solito entro 3-12 giorni dalla puntura di una zanzara infetta.

Sono tipici della chikungunya la febbre e i dolori articolari, anche molto forti.

Altri sintomi includono dolore muscolare, mal di testa, affaticamento, vomito e rash cutaneo (macchie sulla cute).

Il dolore alle articolazioni generalmente dura alcuni giorni ma può anche prolungarsi per alcune settimane.

Come curarla?

Generalmente, la malattia si risolve da sola. La terapia è mirata ad alleviare i sintomi, in particolare il dolore articolare.

Si utilizzano farmaci antidolorifici come paracetamolo o ibuprofene.

Quali sono le complicanze?

Può essere pericolosa solo in poche situazioni.  Soprattutto  nei pazienti immunocompromessi.

Cioè nelle persone in cui il sistema immunitario non funziona perchè sono sottoposte a una terapia contro un tumore.

Rare le complicanze segnalate, tra cui quelle neurologiche, oculari e cardiologiche. La mortalità è stimata intorno a 0,4%

Come prevenirla?

Non esiste un farmaco per prevenirla, né una vaccinazione.

La prevenzione della malattia consiste innanzitutto nell’impedire o ridurre al minimo le punture delle zanzare.

La sospensione delle trasfusioni e le disinfestazioni dovrebbero essere sufficienti a bloccare la diffusione dell’infezione in Italia.

Nei Paesi in cui la malattia è endemica è importante attuare anche misure di protezione individuale, in particolare dall’alba al tramonto.

Sarà utile quindi per coloro che intendano recarsi nelle zone in cui è presente il virus seguire le precauzioni generali per difendersi dalle punture delle zanzare:

  • reti alle finestre o zanzariere nelle stanze in cui si soggiorna
  • vestiti che non lascino scoperte parti del corpo (camicie con maniche lunghe, pantaloni lunghi ecc) di colore chiaro, perché i colori scuri attraggono le zanzare
  • repellenti sulle parti del corpo che rimangono scoperte, tenendo presente che il sudore ne riduce l’effetto. Donne gravide e bambini dovrebbero consultare il proprio medico o farmacista prima di utilizzare questi prodotti, mentre particolare attenzione va posta ai bambini di età inferiore ai 3 mesi, per i quali l’utilizzo è invece sconsigliato

Categorie particolari come le donne in gravidanza e le persone con malattie croniche o scarse difese immunitarie dovrebbero chiedere consigli al proprio medico sull’opportunità di intraprendere un viaggio in una zona endemica per chikungunya.

Cosa abbiamo imparato

Il virus della chikungunya causa sintomi fastidiosi.

Non è però letale e non mette in pericolo la vita delle persone infette.


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