Tetano: primo caso dopo molti anni, vediamo che cos’è

In Italia si è registrato il primo caso di tetano dopo diversi anni.

Tetano primo caso dopo molti anni, vediamo che cos’è

Una malattia del tutto dimenticata che sta tornando ad essere possibile e pericolosa. Questo è dovuta al fatto che ci si vaccina meno.

Affinché un microbo non circoli nella popolazione generale è necessario che ci sia una copertura vaccinale che supera il 95% della popolazione.  Cioè il 95% della popolazione deve essere vaccinata.

Se questa percentuale scende il microrganismo verso cui si fa il vaccino torna a circolare. Colpendo ovviamente chi non è stato vaccinato. Che di solito sono i soggetti più deboli.

Fino ad ore questo si è verificato soprattutto per il morbillo.

Adesso si registra il primo caso in un bambino non vaccinato.

La diffusione del tetano

La vaccinazione per il tetano è stata introdotta nel 1955. Dalla seconda metà degli anni Cinquanta alla prima metà dei Sessanta, le notifiche di tetano risultavano in media 722 per anno (1,4 casi per 100.000 abitanti).

Successivamente si osserva una brusca riduzione del numero dei casi, fenomeno che ha coinciso con l’introduzione della vaccinazione obbligatoria. L’ultimo caso di tetano neonatale risale al 1982.

Dal 2001 al 2010 sono stati segnalati 594 casi. Con un’incidenza annua media di 1 caso per milione di abitanti.

Nel mondo è stato registrato circa 1 milione di casi per anno, con una mortalità del 45%.

Ciò vuol dire che circa la metà delle persone infettate muore. La massima incidenza si ha nei Paesi in via di sviluppo dove, a causa delle scarse misure igieniche, è tra le cause più frequenti di morte nel primo anno di vita.

Causa del tetano

La causa del tetano è il Clostridium tetani.

Un battere ospitato normalmente nell’apparto gastrointestinale di molti mammiferi erbivori, soprattutto equini e ovini.

Le spore  di questo battere vengono eliminate con le feci. Sono quindi presenti nei campi. Soprattutto nelle zone umide e argillose concimate, o dove avviene l’allevamento di questi animali.

Le ferite penetranti o quelle lacero-contuse (cadute, vetri, pietre, attrezzi agricoli) permettono alle spore di entrare nel nostro organismo.

Le ferite contaminate da terriccio, frammenti di legno e metallo, soprattutto se profonde o lacero-contuse, costituiscono l’ambiente ideale per la trasformazione della spora nella forma adulta del battere. Questa produce due tossine, la tetanolisina e la tetanospasmina (o tossina tetanica).

La tossina tetanica si lega alle terminazioni nervose, raggiunge i neuroni del midollo spinale e può risalire fino al cervello.

Nel sistema nervoso centrale la tossina tetanica distrugge le strutture dei neuroni deputate al controllo dei muscoli. In particolare i muscoli non sono più in grado di rilassarsi, rimangono contratti. Il famoso spasmo tetanico.

Ci troviamo di fronte ad una paralisi spastica.

I sintomi del tetano

Il periodo di incubazione (il periodo che intercorre tra la ferita e le prime manifestazioni della malattia) dura circa 4-15 giorni.

In questo periodo possono comparire leggera febbre, cefalea, irritabilità e dolore nel sito di inoculazione.

Dopo l’incubazione iniziano i sintomi veri e propri. Cioè le contrazioni muscolari, gli spasmi.  Nel tetano generalizzato, il più comune, inizia sovente con trisma tetanico.  

Compaiono fauci serrate e incapacità di aprire la bocca. Al trisma si aggiunge anche lo spasmo della muscolatura mimica facciale.

All’interessamento della muscolatura del cranio fanno seguito contratture dolorose a livello della muscolatura cervicale e del tronco. Con contrattura in iperestensione e tipico atteggiamento posturale (opistotono).

L’interessamento della muscolatura addominale può essere talmente intenso da simulare un quadro di addome acuto. Gli arti inferiori, più spesso interessati rispetto a quelli superiori, sono iperestesi, i superiori flessi.

In questo contesto si manifestano le cosiddette crisi spastiche accessionali, caratterizzate da intensissima contrattura di tutta la muscolatura, con proiezione in estensione degli arti.

Se vengono interessati i muscoli respiratori compaiono crisi di asfissia che possono portare alla morte.

Le prime crisi sono di breve durata e poco frequenti, ma con il tempo divengono più durature e frequenti.

Terapia

Il tetano va curato adeguatamente il prima possibile.

In caso di sintomi è opportuno porre sotto controllo la sintomatologia muscolare onde scongiurare la morte per asfissia e/o arresto cardiaco. Se è compromessa la respirazione il paziente va intubato e ventilato meccanicamente.

Il Clostridium tetani è sensibile ad antibiotici tra i quali quello d’elezione è solitamente il metronidazolo, ma anche penicilline, tetracicline o macrolidi.

Prevenzione

La vera arma contro il tetano è però rappresentata dalla vaccinazione.

Oggi la vaccinazione è obbligatoria e va effettuata al 3°, 6°, 12° mese. ripetuta al 6° anno e tra il 12° e il 18° anno di età.

Va poi ripetuta ogni 10 anni fino a 65 anni di età. Poi dopo i 65 anni ogni 5 anni.

Moltissime volte dopo la dose adolescenziale ci si dimentica di vaccinarsi. Purtroppo oggi molti genitori rifiutano la vaccinazione anche per i bambini.

Dimenticandosi di quanto terribile e grave si il tetano.

In caso di ferita

In caso di ferita, è sicuramente utile anzitutto pulirla e disinfettarla con acqua ossigenata. Che in primo luogo crea uno stato sfavorevole al batterio e poi tramite la sua effervescenza espelle i batteri e lo sporco dalla ferita.

E’ fondamentale controllare il proprio stato vaccinale e, se è il caso, richiedere la somministrazione di immunoglobuline antitetaniche, il prima possibile (nello stesso giorno in cui ci si è feriti).

Se siamo vaccinati in modo corretto basta la disinfezione della ferita.

Cosa abbiamo imparato

Impariamo che le vaccinazioni sono essenziali. Per proteggere se stessi e le fasce più deboli della popolazione.

Inoltre per il tetano ricordiamoci che ogni 10 anni andrebbe ripetuta la vaccinazione. In caso di ferite soprattutto sporche di terriccio bisogna fare molta attenzione.

Il tetano è sempre in agguato.


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