Nutraceutica: il futuro dell’alimentazione che cura

La nutraceutica è uno delle promesse più concrete per preservare la nostra salute.

Nutraceutica il futuro dell’alimentazione che cura

Secondo quanto dichiarato nel 1947 dall’Organizzazione Mondiale della Sanità:

“La salute è uno stato di completo benessere fisico, mentale e sociale e non solo l’assenza di malattie”.

Questa dichiarazione è stata un punto di riferimento e allo stesso tempo una grande sfida nella storia della della medicina.

Non solo curare le malattie. Oggi infatti grazie ai numerosi progressi nel campo della medicina avvenuti negli ultimi tre decenni, possiamo assicurare un giusto trattamento medico/farmacologico ad ogni bambino, adolescente ed adulto.

Il concetto di salute implica nuove esigenze e nuove sfide.

E’ importante assicurare un miglioramento della qualità della vita. Soprattutto della qualità dell’invecchiamento.

“Non dobbiamo più preoccuparci di come aggiungere giorni alla vita, ma di come dare più vita ai nostri giorni.”

Cicely Mary Saunders

Mentre 30 anni fa il problema principale era come sconfiggere le malattie. Al giorno d’oggi, l’obiettivo da raggiungere si concentra su come mantenere uno stato di salute o di benessere.

Come prevenire le malattie piuttosto che curarle.

E’ importante ricordare che le malattie sono spesso legate non solo ad alterazioni e malformazioni genetiche o funzionali.

Ma anche all’ambiente, allo stile di vita e alle abitudini alimentari.

Il cambiamento dei modelli di dieta e degli stili di vita ha portato a un costante aumento di varie patologie. Come il diabete, le malattie cardiovascolari, l’obesità, l’aterosclerosi. Le malattie degenerative come la demenza.

Tutte condizioni legate ad un corpo sotto stress, spesso associate a una dieta non sana.

I ritmi frenetici e la vita stressante sono stati accompagnati da un eccessivo ricorso all’utilizzo di farmaci.

Questo approccio non è in grado di far fronte alle difficoltà dei trattamenti nelle malattie croniche. Al costante aumento della spesa sanitaria.

La crescente insorgenza di condizioni patologiche legate alle abitudini alimentari richiede un diverso approccio alla cura.

Alimentazione e salute

L’alimentazione sarà sempre di più uno strumento utile per raggiungere e soprattutto per mantenere una stato di salute e di benessere. Il cibo contiene tutte le sostanze nutritive (macro e micro nutrienti) necessari per le funzioni del corpo umano. Per il benessere e per il mantenimento dello stato di salute.

Negli ultimi anni è cresciuto sempre più l’interesse della popolazione verso il benessere psicofisico e la salute. Accompagnato dalla ricerca di rimedi generalmente definiti “naturali” per la prevenzione e la cura delle malattie.

Da una maggiore attenzione rivolta all’alimentazione. Si selezionano gli alimenti sulla base delle loro caratteristiche. Della digeribilità. Alimenti senza o con poche sostanze chimiche derivanti dal ciclo della loro produzione.

Fa che il cibo sia la tua medicina e la medicina sia il tuo cibo. Affermava Ippocrate.

La medicina tradizionale e tutti gli approcci olistici hanno da sempre usato estensivamente piante e derivati di origine vegetale. Che sono stati considerati per secoli come agenti terapeutici.

Secondo la tradizione gli alimenti hanno un valore nutritivo essenziale, in quanto fonte di macro e micronutrienti. Per il loro contenuto in composti medicinali attivi hanno anche un importante valore “medicinale”.

Alimenti e sostanze bioattive

Il cibo infatti, in alcuni casi, contiene micro quantità di sostanze con potenziale azione benefica nei confronti di alcune malattie.

Gli alimenti, gli organismi e le piante possono quindi essere una fonte di molecole bioattive con potenziali effetti benefici sulla salute. Delle medicine naturali.

Se dunque siamo quello che mangiamo, come affermava Feuerbach, l’alimentazione occupa un ruolo decisivo per il nostro benessere.

Spesso però non “sappiamo quello che mangiamo” e la qualità del nostro vivere ne risente. Con gravi conseguenze per l’organismo. L’informazione sul rapporto tra cibo e salute è spesso inesatta o retorica. Vittima di luoghi comuni o degli interessi di parte dei produttori.

È qui che entra in gioco la Nutraceutica

Cosa vuol dire “nutraceutico”?

Con i recenti progressi nelle scienze mediche e nella nutrizione, prodotti naturali e alimenti salutari hanno ricevuto grande attenzione. Sia da parte degli operatori sanitari che dai consumatori. Insieme a questa tendenza ha fatto il suo ingresso nel panorama mondiale il concetto Nutraceutico.

Il termine “Nutraceutico” è stato coniato nel 1989 da Stephen De Felice, fondatore e presidente della Fondazione per l’innovazione in Medicina.

Nutraceutica è una sintesi delle parole “nutrizione” e “farmaceutica”.

Ad identificare un alimento o parte di un alimento che ha una potenziale attività farmaceutica. Che si pone quindi al limite tra l’alimento ed il farmaco. E’ un alimento che contiene principi bioattivi che funzionano come un farmaco. Curano e prevengono malattie studiati dalla nutraceutica.

Secondo l’ENA (European Nutraceutical Association) i nutraceuti:

“sono prodotti nutrizionali che forniscono benefici per la salute, tra cui la prevenzione e il trattamento della malattia. In rapporto ai prodotti farmaceutici, questi non sono sostanze sintetiche o composti chimici formulati per indicazioni specifiche. Si tratta di prodotti che contengono sostanze nutrienti (in forma concentrata), riconducibili a specifiche categoria di alimenti”.

Sulla base di queste definizioni i nutraceutici sono componenti alimentari attivi. Che in aggiunta al loro valore nutrizionale, contengono sostanze (generalmente non nutrienti) che interagiscono con una o più funzioni fisiologiche dell’organismo esercitando effetti benefici sulla salute.

Questi effetti devono essere però rigorosamente dimostrati con appropriati studi sperimentali e clinici.

Possono quindi essere assunti introducendo nella dieta gli alimenti funzionali che li contengono. Oppure sotto forma di loro concentrati (prototipo di prodotto nutraceutico), da poter somministrare come pillole, capsule, o fiale, analogamente ai prodotti farmaceutici.

La nutraceutica come disciplina

Come indicato anche da SINut (Società Italiana di Nutraceutica), il termine Nutraceutica nasce per indicare una nuova disciplina scientifica.

Che si propone di identificare i principi bioattivi contenuti in diversi alimenti, piante, animali, minerali e microrganismi. Mettere in evidenza i loro effetti sulla salute dell’uomo, la prevenzione e il trattamento delle malattie.

Invece di mangiare e curarsi, possiamo curarci mangiando.

La Nutraceutica ha un compito complesso e fondamentale. Sgombrare il campo dalle approssimazioni e approcciare l’argomento con la scientificità e il rigore che merita.

Ciò significa che la nutraceutica raccoglie ed esaminare i test e le indagini sperimentali che vengono condotte in tutto il mondo. Individua quali componenti presenti nei cibi sono responsabili degli effetti benefici eventualmente riscontrati. In che dosi.

La nutraceutica fornisce aggiornamenti costanti sulle più recenti ricerche. Il ruolo della nutraceutica diventa quindi decisivo per chi vuole conoscere nel dettaglio cosa succede veramente quando ci alimentiamo. Quali principi si attivano e con quali conseguenze reali sulla nostra salute.

L’antico proverbio una mela al giorno leva il medico di torno può essere oggi sostituita da un nutraceutico al giorno toglie il medico di torno.

La giusta quantità in nutraceutica

Ogni alimento possiede infatti delle qualità positive.

Basta ascoltare qualsiasi nutrizionista che in televisione descrive le proprietà dell’alimento X.

Ci dice di solito: è ricco di vitamine, è ricco del tal minerale, è poco calorico.

Questo approccio è ormai carente e non contribuisce di certo a fornire informazioni valide.

Si elencano caratteristiche in modo qualitativo, senza fornire dati numerici. Spesso si fa solo una descrizione.

Cosa significa “ricco di…”?

La prima cosa che si scopre è che, studiando l’argomento dal punto di vista quantitativo, ci sono decine di altri cibi altrettanto “ricchi di…”.

Sulla base di ciò la nutraceutica non può prescindere dai dati numerici e quindi deve riferirsi a singoli cibi.

Ad esempio, dire che “la frutta è ricca di vitamina C” è fuorviante. Perché per esempio la mela, l’uva o le prugne contengono meno di un decimo della vitamina C contenuta per esempio nei kiwi.

Dire che “il pesce è ricco in omega 3″ è altrettanto sbagliato. Perché gli omega 3 sono grassi e quindi i pesci ipocalorici, magri, ne contengono pochissimi. C’è, per esempio, una notevole differenza fra il contenuto in omega 3 del tonno e del salmone.

Da ciò si deduce che parlare per ampie categorie è scorretto.

La nutraceutica cerca di capire quali composti bioattivi degli alimenti curano o prevengono malattia. Ma anche la quantità giusta di tali sostanze per svolgere una azione incisiva.

La modalità attraverso cui queste agiscono nel nostro organismo. Eventuali effetti avversi di tali sostanze se usati nelle quantità giuste per avere una azione curativa e preventiva.

Spesso infatti queste sostanze sono contenute negli alimenti in piccole quantità. Oppure in forme non utilizzabili dal nostro organismo.

Per ottenere un effetto terapeutico la sostanza bioattiva deve essere nella giusta quantità e utilizzabile dal nostro organismo.

Approccio scientifico

Ad esempio, il burro e le carote sono fra gli alimenti più ricchi di vitamina A. Ne bastano 100 g per avere la dose giornaliera corretta di vitamina.

Con la differenza che 100 g di carote apportano una manciata di calorie. Mentre 100 g di burro ne apportano più di 700. Una quantità inaccettabile nell’ottica del contenimento del peso.

Inoltre diventa inutile considerare alimenti non usuali. Si pensi ad esempio alla relazione fra germe di grano e vitamina E. Il germe di grano è l’embrione della pianta di grano che si ricava sia dalla radice sia dal germoglio. Praticamente non è fruibile. Va estratto dal germe di grano.

Va studiato qual’è il suo ruolo nel nostro organismo. Capito qual’è il modo migliore per somministrarlo e la quantità giusta. La forma farmaceutica più appropriata.

In questo modo è possibile, mediante studi clinici successivi, sostenere scientificamente l’efficacia e la sicurezza del nutraceutico.

Da questo schema di sviluppo nasce una delle definizioni attualmente accettate di nutraceutico.

Cioè quella di prodotto salutistico in grado di offrire una forma concentrata di composto bioattivo ottenuto dal cibo.

Somministrato mediante una matrice non alimentare e usato con lo scopo di migliorare la salute. In dosi che superano quelle che potrebbero essere ottenute da alimenti tradizionali.

I nutraceutici possono fornire un aiuto nella lotta contro alcuni dei principali problemi di salute del secolo.

Quali: obesità, malattie cardiovascolari, cancro, osteoporosi, artrite, diabete, ipercolesterolemia e sindrome metabolica.

I nutraceutici rappresentano una nuova era della medicina e della salute, in cui l’industria alimentare diventa un settore orientato alla ricerca.

Spesso si fa una grossa confusione terminologica. I nutraceutici sono cosa diversa dagli alimenti funzionali e dagli integratori alimentari.

Alimento funzionale o alimento arricchito

L’alimento funzionale fornisce al corpo la quantità richiesta di vitamine, grassi, proteine o carboidrati necessari per la sua sopravvivenza.

Deve restare alimento non è quindi né una pillola, né una capsula, ma parte del normale regime alimentare. Sono alimenti che contengono adeguate concentrazioni di sostanze nutrienti ed azione benefica sul nostro organismo.

Possono essere alimenti arricchiti.

Questi, detti anche, Novel food possono essere contraddistinti dall’aggiunta di specifici componenti. Che posso potenziare il loro valore nutrizionale. Gli alimenti funzionali e/o arricchiti associano ai fattori nutrizionali le proprietà farmaceutiche di principi attivi naturali in essi contenuti.

In tal modo questi prodotti possono integrare al meglio l’alimentazione e nello stesso momento la arricchiscono e completano con molecole utili per prevenire possibili malattie o l’azione di radicali liberi e di altri agenti esterni nocivi.

In tal senso negli ultimi anni sono stati immessi sul mercato una quantità sempre maggiore e variegata di alimenti arricchiti da molecole bioattive.

Ne sono esempi il latte e lo yogurt addizionati con coenzima Q10, steroli, omega 3 e/o vitamine. Ulteriori esempi sono le patate al selenio, le barrette energetiche con aminoacidi e vitamine del gruppo B, i fiocchi di mais uniti ad acido folico e sali minerali.

Integratori Alimentari

Secondo il Ministero della Salute si definiscono Integratori Alimentari prodotti alimentari destinati ad integrare la comune dieta. Che costituiscono una fonte concentrata di sostanze nutritive, vitamine, minerali, aminoacidi, acidi grassi, fibre vegetali.

Gli Integratori Alimentari sono solitamente presentati in piccole unità di consumo come in capsule, compresse, bustine e/o flaconcini. Possono contribuire al benessere dell’organismo ottimizzando lo stato nutrizionale. Oppure contribuire al benessere con l’apporto di nutrienti o sostanze di altro tipo.

Considerando la definizione sopra riportata, si può comprendere come i nutraceutici sono diversi dagli integratori alimentari.

Le differenze principali sono da ricondursi a quelle caratteristiche peculiari dei nutraceutici non riconducibili agli integratori alimentari, quali:

  • devono non solo integrare la dieta, ma anche aiutare e/o assistere la prevenzione e/o il trattamento di malattie e/o disordini alimentari, sulla base delle loro caratteristiche riequilibranti e protettive a livello psico-fisiologico
  • derivano da alimenti convenzionalmente consumati in un pasto
  • sono sostanze attive estratte da vegetali o alimenti di origine animale concentrate e somministrate in un adatta forma farmaceutica

A differenza dei nutraceutici gli integratori alimentari hanno solo il fine di aumentare l’assunzione giornaliera di alcuni ingredienti. Che in gran parte dovrebbero essere assunte con la dieta e non sono destinati a trattare o curare una specifica malattia. Gli integratori possono essere un valido aiuto in momenti di stress ed affaticamento psico-fisico.

In contingenza a diete eccessive o regimi alimentari carenziali. Così come per agevolare i processi antiossidanti dell’organismo.

Nutraceutici: un esempio

I polifenoli sono antiossidanti naturali presenti nelle piante. Possono risultare utili nella prevenzione dell’ossidazione delle lipoproteine. Reagiscono con i radicali liberi eliminandoli. hanno un’azione antinfiammatoria. Sono accertati, inoltre, effetti benefici a livello cardiovascolare. In malattie legate alla senescenza e nell’arresto della crescita tumorale.

Un problema associato all’assunzione dei polifenoli con la dieta è la loro bassa biodisponibilità. Negli alimenti sono presenti piccole quantità di polifenoli che sono spesso poco asorbiti.

I flavonoidi sono polifenoli contenuti nei vegetali, nella frutta, nel tè e nel vino.

Una ridotta assunzione di flavonoidi è stata associata ad un’aumentata mortalità per coronaropatia. Sebbene appaia evidente come questi effetti varino anche in base alla regione dove gli studi siano stati eseguiti. Tale fenomeno potrebbe essere legato anche alla diversità di alimenti assunti contemporaneamente.

Il resveratrolo

Il resveratrolo è una molecola di origine vegetale. Appartiene alla famiglia dei polifenoli.

E’ estratta principalmente dal Polygonum Cuspidatum, ma presente anche nell’uva, nelle bacche, nelle arachidi e nei pinoli. Le radici di questo vegetale contengono un’elevatissima concentrazione di resveratrolo.

Gli effetti benefici associati al resveratrolo sono stati individuati nella ricerca riguardante il cosiddetto paradosso francese.

Si era infatti notato che la popolazione residente nella parte meridionale della Francia, nonostante avesse un’alimentazione quotidiana simile a quella di alcuni stati americani. Era meno soggetta a malattie di tipo cardiovascolare. Dopo aver effettuato uno studio sulle varie componenti del vino, prodotto largamente consumato in
Francia. Si è scoperto che quest’ultimo contenesse resveratrolo.

Questa molecola è contenuta in misura maggiore nel vino rosso rispetto a quello bianco. Poiché si trova essenzialmente nelle bucce e, nel caso del vino bianco, la fermentazione avviene senza che il mosto entri in contatto con esse.

Il resveratrolo presenta numerose proprietà benefiche:

  • un’azione antinfiammatoria e antiossidante
  • un’ azione protettiva contro le patologie cardiovascolari
  • rallenta le malattie tumorali
  • abbassa la quantità di colesterolo presente nel sangue

Studi farmacologici e clinici disponibili non riportano né tossicità, né effetti collaterali significativi. Non sono note controindicazioni particolari, eccetto per l’ipersensibilità individuale. Non va comunque assunto mai in gravidanza e durante l’allattamento.

Resveratrolo e ricerca scientifica

Una studio effettuato nel 2011 ha valutato la relazione tra consumo di birra o vino e rischio vascolare. Dimostrando come un consumo lieve-moderato è inversamente associato al danno vascolare.

Questo specifico effetto del vino rosso è stato principalmente attribuito al suo contenuto in resveratrolo ed altri polifenoli.

Un altro campo di ricerca interessante è quello delle malattie neurodegenerative. In particolare per quanto riguarda la ricerca di nuove formulazioni nella cura dell’Alzheimer.

I ricercatori del Centro di Ricerca contro l’Alzheimer di New York hanno eseguito diversi studi dove si osserva che il consumo moderato di vino è associato ad una minore incidenza della malattia.

[Tweet “Si è osservato che il resveratrolo eserciti un’attività neuroprotettiva”]

Abbassa notevolmente i livelli di peptidi beta amiloidi (Aβ) secreti e intracellulari di diverse linee cellule. Il resveratrolo non inibisce la produzione. Non ha effetto sugli enzimi che producono e secernano Aβ. Ma promuove invece la degradazione intracellulare di Aβ tramite un meccanismo che coinvolge i proteasomi.

Questi risultati dimostrano un’attività anti-amiloidogenica del resveratrolo. Suggerendo un potenziale terapeutico del composto nella malattia di Alzheimer.

Ulteriori studi hanno confermato anche la tollerabilità e la non tossicità di tale composto, dando ulteriori prove della sua efficacia nel trattamento di tale patologia.

Uno studio recentissimo evidenzia le potenzialità del resveratrolo come anti-aging sulla funzionalità del sistema nervoso centrale.

Vi è necessità di ulteriori ricerche per capire la quantità di resveratrolo utile nelle varie patologie. Le migliori modalità di somministrazioni e per quanto tempo somministrarlo.

Questo vale per moltissime sostanze bioattive di numerosi alimenti.

Possiamo prevedere che nel futuro il loro utilizzo potrebbe essere una realtà molto importante per la cura e la prevenzione delle più importanti patologie del nostro tempo.

Cosa abbiamo imparato

La salute non è solo curare le malattie.

E’ in primo luogo prevenire l’insorgenza delle malattie attraverso stili di vita salutari.

L’alimentazione gioca un ruolo fondamentale in questa prevenzione.

Che deve iniziare da bambini affinché sia efficace.

Continuare poi per tutta la vita. Perché salute è una qualità di vita caratterizzata dal benessere non solo fisico ma anche psichico e sociale.

Gli alimenti contengono principi attivi che prevengono e curano molte alterazioni del nostro organismo e del cervello.

La nutraceutica è quella parte di scienza medica che studia quali sono questi principi attivi.

Come estrarli e somministrarli in maniera adeguata.

Siamo all’inizio di una lunga strada attraverso cui l’alimentazione è e diventerà sempre di più strumento non solo di sopravvivenza e di gusto ma anche di prevenzione e cura.


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