Acne: una vera malattia da curare in modo adeguato

La presenza di acne viene spesso bollata come un inestetismo di poco conto.

Acne una vera malattia da curare in modo adeguato

Che probabilmente non vale la pena trattare. Con il risultato di trascinarsela dietro per anni.

Spesso dall’adolescenza all’età adulta.

Si tratta invece è una vera e propria malattia della pelle.

Vediamo che cos’è 

L’acne è una malattia cronica infiammatoria del follicolo pilifero, della ghiandola sebacea collegata al follicolo e del tessuto perifollicolare (cioè che contorna il follicolo pilifero – vedi immagine).

E’ definita anche acne volgare.

Si localizza soprattutto al volto e al torace. E’ caratterizzata dalla presenza contemporanea o in fasi successive di comedoni, papule, pustole o cisti, con esiti talvolta cicatriziali. Ha un andamento cronico, con riacutizzazioni.

Compare nel 50-60% dei casi prevalentemente nell’adolescenza. Generalmente attorno ai 12-13 anni e raggiunge il massimo della sua manifestazione tra i 17 e i 19 anni.

Questa è l’età in cui si sviluppano le ghiandole sebacee sotto l’influenza ormonale.

Si può osservare anche nell’adulto come prima manifestazione o come riaccensione di un’acne preesistente.

E’ una condizione particolarmente frequente. Rappresenterebbe il 4-8% di tutte le malattie croniche della pelle. Si ritiene che in Italia siano colpiti da acne un 30-40% della popolazione tra i 15 e i 20 anni, e che l’incidenza dell’acne grave sia di circa il 3%.

Comincia per lo più’ con le manifestazioni non infiammatorie (i comedoni, presenti nel 50% dei soggetti tra gli 8 e i 10 anni). Solo successivamente compaiono quelle infiammatorie (le papule, le pustole, ecc.). Più’ precoci nella femmine.

Comedoni

I comedoni (conosciuti anche come punti neri) sono formazioni di colore giallastro o nerastro che si sviluppano sulla superficie della pelle.

Sono dovuti ad una occlusione dell’ostio follicolare da parte della cheratina in eccesso. Nel loro interno si trovano grassi, cheratina, melanina, peli e batteri, tra cui il Propionibacterium acnes.

L’ostio follicolare è l’orifizio da cui esce il pelo ed il sebo sulla pelle.

Il colore nero non è dovuto né a sporcizia né a materiale cheratinico, ma alla deposizione di di melanina

Cause della formazione di acne

Le cause dell’acne volgare sono in gran parte sconosciute.

Alcuni fattori sembrano svolgere un ruolo fondamentale nel suo sviluppo:

  • ipercheratinizzazione del dotto pilosebaceo
  • variazioni qualitative e quantitative del sebo
  • azioni svolte dalla flora microbica della pelle
  • aumentata produzione di androgeni
  • fattori psicologici

Ipercheratinizzazione del dotto pilosebaceo

L’alterazione più precoce che si manifesta nell’acne è una eccessiva cheratinizzazione (formazione di cheratina) nel canale che porta pelo e sebo a sboccare sulla pelle (dotto pilosebaceo).

Questa eccessiva formazione di cheratina blocca  il canale  e l’ostio del follicolo pilifero e della ghiandola sebacea annessa. Questo fenomeno provoca la formazione del comedone. Per la presenza di un tappo corneo che blocca l’apertura del follicolo impedendo l’eliminazione del sebo.

L’aumento della cheratina è mediata dagli androgeni.

Variazioni qualitative e quantitative del sebo

Il sebo ha una grande importanza nella patogenesi dell’acne. I pazienti affetti da acne producono una quantità di sebo maggiore rispetto alla popolazione sana.

Tanto maggiore è la produzione di sebo tanto più grave è l’acne.

Nella patogenesi dell’acne sembra giocare un ruolo importante non solo l’aumentata quantità di sebo ma anche la sua composizione. Nei soggetti affetti da acne il sebo sarebbe caratterizzato da una significativa diminuzione di acido linoleico e da un aumento di acidi grassi liberi.

Azioni svolte dalla flora microbica della pelle

Il ruolo svolto dalla flora batterica nella pelle è importante nei soggetti affetti da acne. Anche se non è ancora del tutto chiaro.

Nei soggetti affetti da acne vi sarebbe una flora batterica costituita soprattutto da microrganismi che alterano i lipidi del sebo. In modo da favorire la formazione di comedoni e avviare una reazione infiammatoria.

Il Propionibacterium Acnes è il microrganismo predominante a livello dei follicoli piliferi. Esso è assente nei soggetti sani tra 11 e 20 anni. Mentre è presente a una concentrazione di 114800 batteri/cm2 nei soggetti della stessa età affetti da acne.

Il Propionibacterium Acnes può presentare un’attività infiammatoria. E’ capace di liberare enzimi come proteasi e ialuronidasi. E’ in grado di richiamare ed attivare le cellule dell’infiammazione della pelle.

Alterazioni endocrine

Gli ormoni sessuali svolgono un’azione di primo piano nei soggetti affetti da acne. Sono in gradi di agire direttamente sulle ghiandole sebacee.

Gli estrogeni possiedono un’attività di inibizione della sintesi dei lipidi nelle ghiandole sebacee. Tale azione avrebbe una variabilità individuale ed alcuni soggetti sarebbero più sensibili di altri.

Mentre gli ormoni androgeni (ormoni sessuali maschili di origine sia gonadica che surrenalica) aumentano la secrezione di sebo. In alcune condizioni possono anche modificarla.

Le alterazioni endocrine riscontrate nei soggetti affetti da acne sono numerose. Sinteticamente si possono individuare in un aumento degli androgeni rispetto agli estrogeni.

Stress psichico

Molto importanti sono i fattori psicologici nell’indurre o nell’aggravare l’acne.

Nell’adolescenza gli stimoli emozionali altererebbero I’equilibrio all’interno del sistema ipotalamo-ipofisi-corteccia surrenale e dell’asse ipotalamo-ipofisi-gonadi con la liberazione di ormoni attivi, capaci di stimolare la ghiandola sebacea.

L’immunità cellulare e umorale, entrambe coinvolte nella patogenesi dell’acne, sembrano risentire dell’esposizione allo stress. Perfino i fattori infettivi (che nell’acne sono riferiti soprattutto al Propionibacterium Acnes) ne sono influenzati.

L’età adolescenziale è caratterizzata da profonde alterazioni emotive e relazionali. Queste reazioni emotive possono essere amplificate o alterate dalla presenza di acne. Considerata spesso inestetica, handicappante, tale da precludere i contatti relazionali, soprattutto con i rappresentanti del sesso opposto.

Si può creare un circolo vizioso dove lo stress favorisce la formazione di acne che a sua volta peggiora lo stress emotivo.

Per tale motivo va preso in considerazione un approccio olistico nell’acne.

Manifestazioni cliniche

L’acne è una malattia con manifestazioni estremamente variabili da persona a persona e nella stessa persona a seconda delle varie fasi che si attraversano.

Si presenta prevalentemente sul volto (99%), sul dorso (60%) e sul torace (15%). Nei maschi di giovane età l’area più colpita è il volto, mentre in quelli di età più avanzata il dorso.

La cute può essere caratterizzata da manifestazioni non infiammatorie come i comedoni.

I comedoni possono andare incontro ad infiammazione. Le manifestazioni caratterizzate da infiammazione possono essere superficiali o profonde.

Sono generalmente costituite da papule e pustole. Mentre quelle più profonde si presentano come pustole incassate, noduli e cisti.

I vari tipi di lesione possono sovrapporsi e coesistere nello stesso individuo. Anche se qualche volta una di esse predomina sulle altre.

Possono essere particolarmente profonde pur mostrandosi in superficie di piccole dimensioni. Quando il processo flogistico si aggrava si possono formare  cicatrici retraenti.

Le cicatrici  possono presentarsi come chiazze atrofiche (depresse). Le chiazze atrofiche presentano per molti mesi un colorito purpureo. Evolvendo successivamente in chiazze biancastre. Più raramente si formano dei cheloidi, localizzati in prevalenza a livello del tronco o della nuca.

Terapia

Con i farmaci attualmente a disposizione si ottengono risultati soddisfacenti nel 90% dei pazienti. Ma solo se le terapie sono utilizzate in modo selettivo.

Sono quattro i principi fondamentali su cui basare una corretta terapia dell’acne:

  • correggere l’eccesso di cheratina
  • diminuire l’attività delle ghiandole sebacee nella produzione di sebo
  • diminuire la colonizzazione batterica follicolare e la produzione di sostanze infiammatorie
  • avere un efficace effetto antiinfiammatorio

Le terapie utilizzate possono essere raggruppate in:

  • antibiotiche
  • ormonali
  • con retinoidi

Terapia antibiotica

La terapia antibiotica sistemica è fondamentale. Si utilizzano antibiotici che inibiscono in vivo la crescita e il metabolismo del Propionibacterium acnes.

Fra gli antibiotici i più attivi sono quelli che si accumulano e si concentrano nel follicolo pilifero e nella ghiandola sebacea ad esso connessa.

Principali antibiotici utilizzati:

  • tetraciclina
  • demeclociclina
  • minociclina
  • eritromicina
  • josamicina
  • clindamicina
  • cotrimossazolo

Alcuni di questi antibiotici (tetracicline, macrolidi, lincosanidi) hanno anche un effetto antinfiammatorio diretto.

Inibiscono inoltre la formazione dell’eccesso di cheratina dell’infundibolo delle ghiandole sebacee.

Contrariamente a quanto si crede non hanno tutte queste caratteristiche le penicilline e i sulfamidici. La terapia antibiotica trova elettiva indicazione in tutte le forme di acne volgare di grado moderate e grave. Non per le forme di gradi lieve.

Terapia ormonale

Questa trova il suo razionale nella capacità che hanno alcuni farmaci di inibire gli effetti di stimoli sulla produzione di sebo da parte degli androgeni.

Attualmente la terapia ormonale si avvale di estroprogestinici.

Nelle pazienti affette da acne grave, da forme protratte, poco responsive o addirittura refrattarie alle terapie convenzionali specie se sussistono “segni di iperandrogenismo”, dopo opportune bilancio ormonale si può prendere in considerazione l’uso degli anti-androgeni.

Nella maggior parte dei casi si nota un netto miglioramento dopo pochi mesi.

Terapia con retinoidi

L’uso dei retinoidi ha completamente rivoluzionato il trattamento delle forme gravi di acne.

I retinoidi rappresentano una serie di composti chimici che comprende la forma naturale e gli analoghi di sintesi della vitamina A o retinolo.

Sono farmaci che possono avere degli effetti collaterali soprattutto sul fegato.

L’idea di una dipendenza dell’acne da abitudini alimentari (cioccolata, cibi piccanti) è attualmente sottoposta a severa revisione, tale opinione purtroppo, viene spesso sostenuta solo dalle riviste e dalle pubblicazioni non scientifiche.

Appare assolutamente determinante spiegare al giovane acneico che si tratta di una malattia a risoluzione favorevole e che pertanto andrebbero evitati approcci terapeutici fai da te e improvvisati.

Cosa abbiamo imparato

L’acne è una malattia vera e propria della pelle e va curata con farmaci adeguati e personalizzati.

Non è contagiosa e non è causata da scarsa igiene.

Compare in genere nell’adolescenza, ma può persistere anche in età adulta.

L’acne richiede una terapia a breve e a lungo termine.

Non vi è alcuna prova conclusiva che i cibi grassi o il cioccolato siano responsabili dello sviluppo dell’acne.

Oggi ti è spuntato un nuovo brufolo? Non è stato per colpa della fetta di salame mangiata ieri sera. Ci vogliono circa 1-2 settimane perché il foruncolo si sviluppi completamente.

Cioè che passi dallo stadio iniziale di un microscopico comedone fino a diventare una vera e propria papula o pustola.

E una volta che ti è formato il brufolo? Non schiacciarlo. Mai. Tu credi che spremendolo si secchi e guarisca prima, ma la verità è che invece, così facendo, rischi soltanto di danneggiare l’area circostante e provocarti cicatrici anche profonde. Che poi sono difficilissime da far sparire.

Probabilmente credi anche che più ti lavi il viso prima ti spariscono i foruncoli. Ti sbagli di nuovo. L’igiene e la cura quotidiana del viso sono certamente importanti per non peggiorare l’infiammazione.

Ma è sufficiente lavarsi la faccia due volte al giorno, mattina e sera (ed eventualmente dopo aver sudato o indossato il casco). Perché? Perché più la pelle è sgrassata, più è esposta all’attacco dei batteri.

Anche la sfera emotiva può subire ripercussioni a causa dell’acne. Essendo responsabile di cambiamenti estetici, per molte persone l’acne può costituire un fattore di stress o di ansia.


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