Asma: impariamo a conoscere questa malattia cronica

L’asma bronchiale o semplicemente asma rappresenta una delle più frequente malattie croniche sia nell’infanzia che nell’adolescenza che nell’età adulta.

Asma impariamo a conoscere questa malattia cronica

Chi soffre d’asma fa fatica a respirare, spesso si sente soffocare. Ha fame d’aria. Che non è una bella sensazione.

Negli ultimi anni questa malattia è in costante aumento in tutto il mondo e in tutte le età. Soprattutto nei bambini.

E’ fondamentale che sia riconosciuta e curata in modo adeguato. Non basta lo spray quando manca il fiato.

Serve anche una terapia per pulire adeguatamente i bronchi dall’infiammazione cronica.

Servono controllo per valutare se la malattia è tenuta a bada e non evolve.

Insomma è una condizione da non sottovalutare, come invece spesso accade.

Cos’è l’asma bronchiale

L’asma bronchiale è una malattia caratterizzata da un’infiammazione cronica delle vie aeree inferiori, cioè dei bronchi. Soprattutto di quelli di medio calibro.

Ciò significa che a livello della parete dei bronchi arrivano numerose cellule del sistema immunitario che producono sostanze attivi biologicamente.

La parete dei bronchi si ispessisce e produce più muco.

Altra caratteristica di questa malattia è la tendenza alla broncostruzione.

I bronchi sono infatti circondati da muscolatura liscia. Nell’asma vi è una tendenza di questa muscolatura a contrarsi riducendo il calibro del bronco.

L’aria fa più fatica a passare o può anche non passare.

Il passaggio dell’aria nel bronco ostruito determina il classico segno dell’asma bronchiale: il fischio.

Questo viene avvertito dal pediatra quando ausculta il torace del paziente con il fonendoscopio. In alcuni casi si avverte anche senza fonendoscopio.

Nella maggior parte dei casi di asma i bambini sono allergici. Cioè il contatto con pollini e irritanti favorisce l’infiammazione e la tendenza dei bronchi ad ostruirsi.

Prima dell’età scolare

In età prescolare è molto frequente (fino al 40-50% dei bambini) riscontrare il respiro sibilante, il fischio  anche nei bambini non allergici.

Questi bambini presentano tosse e sibilo o affanno solo in occasione di infezioni virali. Spesso un comune raffreddore.

Si dice che “il raffreddore scende nel petto del bambino nell’arco di uno-due giorni”.

Questi bambini generalmente non presentano il sibilo in età scolare. Pertanto non vengono ancora definiti asmatici.

Una semplice infezione virale in questi bambini determina una ostruzione con il fischio più facilmente perché i bronchi dei bambini sono più piccoli. Quindi basta poco per ostruirli.

Età scolare

Invece quando questa tendenza al fischio persiste in età scolare e soprattutto si manifesta al di fuori delle comuni infezioni virali contratte dai bambini si parla di asma vera e propria.

L’età quindi è un fattore determinante. Non si parla di asma prima dei 5-6 anni. Dopo questa età invece si può fare diagnosi di asma.

L’asma bronchiale è una patologia molto diffusa: in Italia colpisce il 10% della popolazione pediatrica sopra i sei anni. 

Quali sono le cause

Gli asmatici presentano una predisposizione genetica che favorisce sia la formazione dell’infiammazione che la tendenza alla contrazione dei muscoli bronchiali.

Le due caratteristiche possono essere più o meno espresse nei diversi bambini, adolescenti o adulti.

Come accennato in precedenza gli allergeni che provocano l’infiammazione dei bronchi sono gli acari della polvere, le muffe, il pelo di alcuni animali (gatto, cane, cavallo), i pollini (graminacee, parietaria, olivo).

Normalmente il sistema immunitario riconosce come non dannose queste sostanze e non sviluppa una reazione infiammatoria nei loro confronti.

Nei soggetti allergici invece il sistema immunitario riconosce in queste sostanze qualcosa di dannoso. Sviluppa quindi contro di esse un infiammazione.

Come dicevamo piano piano nel corso del tempo la parete dei bronchi si riempie di cellule infiammatorie e muco. Come se uno strato di polvere sempre più altro, rivestisse la parete interna dei bronchi.

Questa condizione infastidisce i muscoli che circondano i bronchi. Che si contraggono per eliminare il fastidio.

Causando in questo modo l’ostruzione bronchiale e la mancanza di fiato.

Quando su un bronco “con la polvere”, cioè infiammato arrivano poi infezioni virali, la muscolatura si contrae subito determinando broncospasmo.

Le infezioni, soprattutto quelle virali, sono la causa principale crisi asmatica in tutte le età.

Prevalentemente durante il periodo autunnale e invernale, quando la diffusione delle infezioni delle vie respiratorie è particolarmente elevata.

Anche ambienti particolarmente inquinati, non puliti, polverosi, o che hanno uno o entrambi i genitori fumatori, possono favorire la contrazione della muscolatura dei bronchi.

Attività fisica

Più della metà dei bambini sofferenti di asma bronchiale può presentare tosse o affanno durante l’attività fisica (asma da sforzo).

Il bambino affetto da asma da sforzo non ha controindicazioni ad eseguire l’attività sportiva.

Esistono inoltre farmaci che, somministrati alcuni minuti prima dell’attività fisica, consentono un idoneo controllo dell’asma da sforzo.

I sintomi

In genere il bambino comincia a presentare una tosse secca e stizzosa, a riposo o durante il gioco o la corsa. Spesso sensazione di costrizione toracica.

In alcuni casi la sintomatologia è marcata a causa dell’ostruzione dei bronchi. Si avvertono fischi e sibili durante l’espirazione dell’aria e il bambino avverte difficoltà a respirare.

E’ molto importante che sia i genitori che il bambino imparino a riconoscere i sintomi dell’asma per poter intervenire il prima possibile.

Come si fa la diagnosi

Molti genitori non riescono ad individuare subito la presenza dell’asma nel loro bambino. A volte riportano di avere sentito il fischio.

Ma più frequentemente la diagnosi viene fatta dalla visita del pediatra che riscontra la presenza di sibilo in un bambino condotto dai genitori a causa della presenza di una tosse secca e insistente.

Una conferma del sospetto di asma è data dal riscontro di un immediato miglioramento della respirazione che si verifica con la somministrazione di farmaci ad azione dilatatrice dei bronchi.

Spesso i genitori riferiscono che il bambino presenta la tosse quando ride o gioca o fa attività fisica.

Una conferma ulteriore della diagnosi è possibile tramite l’esecuzione di un esame che analizza la quantità di aria che il bambino riesce a emettere con un forte soffio.

In termini più tecnici l’esame è noto con il nome di Spirometria che più esattamente misura la quantità di aria emessa dal bambino e in generale è eseguibile intorno ai 5-6 anni.

L’esecuzione delle prove allergiche consente di verificare la presenza di eventuali sensibilità del bambino asmatico verso allergeni contenuti nell’ambiente o più raramente negli alimenti.

Le complicanze in caso di asma

La complicanza dell’asma è la possibile comparsa di difficoltà a respirare sempre più grave fino a arrivare al debito di ossigeno che richiede l’immediato trattamento ospedaliero.

E’ di fondamentale importanza perciò che i pazienti asmatici siano istruiti sulle modalità di trattamento di una eventuale crisi asmatica nel momento della sua insorgenza.

In attesa di essere trasportato in un Pronto Soccorso. A tal fine devono essere forniti di un piano terapeutico della crisi asmatica, concordato in precedenza con lo specialista.

Altro aspetto di rilievo è la perdita dei giorni di scuola per il bambino e di giornate lavorative per i loro genitori.

Si parla di costi indiretti della malattia proprio per descrivere quelli derivanti dalla perdita di attività lavorativa che nella patologia asmatica sono elevati fino a rappresentare il 50% dei costi globali.

La terapia

La terapia per curare l’asma è farmacologica, tuttavia è indispensabile tenere sotto controllo i fattori ambientali che abbiamo descritto.

E’ inoltre indispensabile che la tecnica di assunzione dei farmaci somministrati per inalazione sia spiegata e verificata alle visite di controllo.

Sono infatti numerosi gli errori tecnici nella somministrazione.

I farmaci anti-asmatici in commercio sono impiegati sia per la cura della crisi asmatica, sia per la prevenzione dei successivi episodi.

Esistono diverse categorie di farmaci anti-asmatici in commercio.

Negli ultimi decenni abbiamo progressivamente assistito alla sostituzione della via di somministrazione dei farmaci per l’asma da quella classica (orale), a quella inalatoria.

Gli stessi farmaci che vengono somministrati per bocca infatti possono raggiungere direttamente le vie aeree tramite la tecnica inalatoria che consente di ottenere un’azione più mirata e minori effetti collaterali.

Gli strumenti per l’inalazione dei farmaci sono rappresentati dagli apparecchi nebulizzatori, dagli spray dosati e dalle polveri.

Terapia dell’attacco acuto

Nel momento in cui ci troviamo di fronte ad un bambino con un attacco acuto di asma la prima cosa da fare è aprire i suoi bronchi.

questo gli permette di respirare normalmente.

A tale scopo si utilizzano farmaci broncodilatatori. Il principale è il salbutamolo.

Questo farmaco può essere assunto per via aerosolica o attraverso gli spray predosati. Che vanno sempre utilizzati con un distanziatore.

Se i sintomi asmatici sono sempre presenti durante il giorno e la notte, con difficoltà a parlare ed inefficacia della terapia al bisogno, l’asma è fuori controllo ed occorre rivolgersi tempestivamente al pronto soccorso.

Terapia di fondo

La terapia di fondo è la terapia che si mette in campo tra un attacco e l’altro proprio per evitare che insorgano le crisi d’asma.

Si fa per periodi di tempo che sono abbastanza lunghi sulla base della gravità dell’infiammazione presente a livello dei bronchi.

Si utilizzano in primo luogo corticosteroidi somministrati attraverso spray e distanziatore a dosaggi tali da agire solo sui bronchi e da non essere assorbiti.

Possono anche essere usati farmaci chiamati antileucotrieni, assunti per bocca, sempre con lo scopo di eliminare l’infiammazione dei bronchi. Di togliere quella polvere di cui abbiamo parlato in precedenza.

La terapia può essere complessa nei casi più gravi . Dovete sempre parlarne con il vostro pediatra di fiducia che insieme a voi valuterà eventuali consulenze in centri specialistici.

Come prevenire l’asma

L’asma bronchiale è determinata geneticamente ma la sua epoca e intensità di manifestazione risentono significativamente dell’ambiente in cui si vive.

Pertanto è fondamentale che il bambino venga protetto da esposizioni aspecifiche quali il fumo di sigaretta. Ancora oggi quasi il 40% dei bambini ha almeno un genitore fumatore.

Oppure da specifici allergeni presenti nell’ambiente domestico (acari, muffe, epiteli di animali) o esterni all’abitazione (i vari pollini).

Consigli per i genitori

E’ di fondamentale importanza che i genitori tengano presente il concetto che un corretto trattamento dell’asma, farmacologico e ambientale, consente al bambino di stare bene e di non sentirsi diverso dai coetanei.

Potendo svolgere le loro stesse attività con i migliori risultati.

E’ dimostrato che il successo viene raggiunto in particolare dai pazienti che eseguono regolari controlli clinici, concordati con il Pediatra o con il Centro Specialistico.

Purtroppo, troppo spesso, i piccoli asmatici spesso vengono messi sotto una “campana di vetro” da mamme e papà.  

Questo perché i genitori sono comprensibilmente preoccupati che il bambino non vada incontro a crisi d’asma. Spesso esagerano pur essendo in buona fede.

Ancora oggi a non pochi bimbi viene impedito di fare sport come i loro coetanei, giochi troppo “energici” fanno subito drizzare le antenne dell’ansia materna.

Le gite all’aperto in primavera sono affrontate con apprensione. Risultato, non di rado i piccoli asmatici si sentono “diversi” dagli amichetti.

E’ quindi necessario conoscere questa malattia da parte dei genitori per gestirla nel migliore dei modi, senza però stravolgere la vita dei bambini.

Attività fisica o sedentarietà

La sedentarietà è pericolosa per il bambino asmatico molto di più rispetto al movimento o ad una normale attività fisica.

Infatti fare sport rafforza i bronchi. E’ l’unica vera cura che ci permette di rafforzare i bronchi e proteggerli dall’asma nell’età adulta.

Se l’asma è curata correttamente il bambino può e deve fare sport senza problemi.

Altrettanto fondamentale capire che l’asma è una malattia cronica. Per cui è necessario avere una terapia di fondo a base di antinfiammatori.

E’ questa che dovrebbe controllare l’asma, riducendo l’obbligo di ricorrere ai farmaci al bisogno.

Trattandosi di una patologia cronica, è altrettanto indispensabile che la funzionalità respiratoria e la terapia vengano controllate periodicamente dal medico.

Infine, bisogna sapere che cosa può scatenare l’asma nel proprio figlio.

Ogni bambino è un caso a sé, per cui i genitori devono capire se il bimbo non tollera il pelo di animali come cani, gatti o cavalli, le infezioni e certe condizioni ambientali all’interno o all’esterno della casa (muffe, fumo, odori forti, pollini, inquinamento e così via).

Cosa abbiamo imparato

L’asma è una malattia molto diffusa e in costante crescita soprattutto tra i bambini.

Si può parlare di asma bronchiale solo dopo i 5-6 anni.

Dopo la diagnosi il bambini va seguito costantemente dal pediatra in collaborazione con un centro specialistico pediatrico.

Infatti l’asma è una malattia cronica che necessita di terapia anche quando il bambino non avverte sintomi.

Ricordiamoci che uno degli scopi della terapia e quello di permette al bambino una vita normale, come quella dei suoi coetanei.

Una terapia importante dell’asma infantile è lo sport.

Perché rende i bronchi forti.

Se adeguatamente curato un asmatico deve praticare attività fisica.

Questo gli permette di avere una buona probabilità che crescendo l’asma scompaia.


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