Vitamina E: dove si trova e tutte le sue proprietà

La vitamina E, chiamata anche Alfa-tocoferolo, è una delle sostanze con maggior potere antiossidante.

Vitamina E dove si trova e tutte le sue proprietà

Vediamo tutte le sue proprietà e dove possiamo trovarla.

Sarebbe meglio parlare di vitamine E. Infatti sotto il nome vitamina E sono classificate diverse vitamine liposolubili. Cioè che si sciolgono soltanto nei grassi e non nell’acqua.

E’ sintetizzata solo dalle piante.

I tipi di vitamina E:

  • tocotrienoli (presenti in 4 isoforme: α, β, γ e δ) T3
  • tocoferoli (presenti in 4 isoforme: α, β, γ e δ) TG

Nel nostro organismo le troviamo nelle zone ricche di grassi e a livello delle membrane che rivestono tutte le cellule.

Nel 1936 dall’olio di germe di grano venne isolato un fattore con la stessa attività biologica della vitamina E. Venne denominata α-tocoferolo.

La scoperta che la vitamina E è essenziale anche per l’uomo avvenne solamente nel 1968.

Funzioni e benefici

Le funzioni e i benefici apportati dalla vitamina E sono molto importanti, anche se non del tutto chiariti.

Azione antiossidante

La vitamina E ha un’importante azione antiossidante.

Questa vitamina è in grado di bloccare la perossidazione lipidica. Cioè il danno che i radicali liberi apportano ai lipidi (i grassi) contenuti nelle membrane che avvolgono e delimitano tutte le cellule.

Previene infatti l’ossidazione (il danneggiamento) degli acidi grassi polinsaturi. Questo danneggiamento è un evento chiave nello sviluppo del processo di perossidazione lipidica.

La perossidazione lipidica può determinare profonde alterazioni delle membrane cellulari e danneggiare le cellule con un fenomeno che tende ad autoamplificarsi.

La vitamina E protegge le membrane cellulari da questa azione di danneggiamento.

In particolare le membrane che rivestono i globuli rossi sono molto sensibili all’azione dei radicali liberi. Quando vi è carenza di vitamina E sono molto più sensibili alla rottura della membrana del globulo rosso. Portando ad anemia.

Azione della vitamina E su colesterolo e cuore

La vitamina E previene anche l’azione di danneggiamento che i radicali liberi provocano sul colesterolo.

Previene l’ossidazione del colesterolo LDL. Il colesterolo LDL ossidato si deposita molto più facilmente a livello della parete delle arterie favorendo l’insorgenza dell’aterosclerosi.

Portando a un processo di indurimento e restringimento delle arterie che è alla base degli infarti e degli ictus.

Svolge un’attività di supporto e di prevenzione nei confronti delle malattie che coinvolgono il cuore e il sistema cardiovascolare. Migliora la circolazione sanguigna e per questo viene spesso consigliata per contrastare ipertensione e malattie cardiocircolatorie.

Azione anticancro

La vitamina E ha un’azione antiproliferativa che potrebbe svolgere un ruolo nella cura dei tumori.

E’ stata inserita in alcuni portocolli per la cura del carcinoma del polmone.

La sua azione antitumorale non è ancora completamente chiarita. Come pure il dosaggio attraverso cui utilizzare la vitamina E per ottenere la migliore azione antitumorale.

Attività di protezione del sistema immunitario

La vitamina E ha mostrato in laboratorio e in alcune sperimentazioni sull’uomo una azione di miglioramento del funzionamento del sistema immunitario.  

Anche questo effetto non è per nulla chiaro e necessita di ulteriori studi per essere confermato e utilizzato.

Azione neuroprotettiva

L’azione antiossidante della vitamina E è stata molto studiata a livello del sistema nervoso centrale. Qui questa vitamina svolge un ruolo neuroprotettivo. Soprattutto di rallentamento del declino delle funzioni mentali.

In particolare la vitamina E riesce a bloccare la deposizione di alcune proteine tossiche implicate nello sviluppo della malattia di Alzheimer.

Nelle persone affette da Alzheimer vi è una importante riduzione nel sangue di Vitamina E.

La vitamina viene attualmente utilizzata a vari dosaggi nella prevenzione e nella cura di questa forma di demenza.

Azione nel diabete

Il diabete è una malattia caratterizzata da un importante stress ossidativo.

Livelli elevati di glicemia, caratteristici del diabete, portano numerose alterazioni nel nostro organismo, tra cui una iperproduzione di sostanze ricche di radicali liberi.

L’azione antiossidante della Vitamina E potrebbe essere utilmente impiegata per questa malattia. Soprattutto per la prevenzione delle sue complicanze (vedi immagine).

Ci sono vari studi sul diabete e l’utilizzo della vitamina E. Studi che necessitano di approfondimenti.

Azione sul fegato

Molto più documentata è l’azione protettiva sul fegato della vitamina E.

Viene utilizzata nella cura della malattia da accumulo di grassi non alcolica del fegatoQuesta patologia si definisce anche non alcoholic fatty liver disease (NAFLD).

Rappresenta ormai la causa più frequente di epatopatia cronica nella pratica clinica ambulatoriale. E’ definita da un eccessivo accumulo di trigliceridi nel fegato (>5%), generalmente evidenziato da un quadro di iperriflettenza all’ecografia.

Il fegato grasso era considerato fino a non molti anni fa una condizione benigna. Si ritiene oggi che in una proporzione di casi la NAFLD possa assumere un decorso evolutivo (vedi immagine).

In particolare quando alla steatosi si associano infiammazione e danno epatocellulare. Questa condizione è denominata steatoepatite non alcolica (NASH: non alcoholic steato hepatitis).

A differenza della steatosi epatica è una condizione più grave. In cui il fegato è soggetto a processi infiammatori, di cicatrizzazione e morte dei tessuti (necrosi).

Che alterano in modo definitivo la funzionalità dell’organo. È una malattia epatica cronica che può evolvere fino allo stadio di cirrosi epatica e portare ad insufficienza epatica.

In questa condizione molto complessa lo stress ossidativo è importante. Sono varie le pubblicazioni che evidenziano un effetto curativo della vitamina E sull’accumulo di grassi nel fegato e sulla sua evoluzione verso la fibrosi e l’infiammazione.

In questa malattia il ruolo della vitamina E è molto importante anche per la mancanza di altre valide alternative per la cura.  

Azione sull’aggregazione piastrinica

La vitamina E al giusto dosaggio favorisce una normale aggregazione piastrinica.

L’aggregazione piastrinica contribuisce in maniera fondamentale alla coagulazione del sangue. Il processo di coagulazione è unico, ma può essere utile quando conduce alla riparazione di una ferita.

Mentre la versione patologica della coagulazione, la trombosi (formazione di trombi nelle arterie o nelle vene), può portare a conseguenze anche gravi.

Nelle condizioni di carenza di vitamina E l’aggregazione piastrinica viene accentuata con un maggior rischio di formazione di trombi.

Azione sulla pelle

Una volta individuata l’azione antiossidante di questa vitamina si sono subito aperte le sue possibilità nella cura della pelle. Nella prevenzione dei danni da raggi ultraviolette.

Attraverso la supplementazioni per bocca e soprattutto attraverso la sua utilizzazione in prodotti cosmetici.

Moltissimi prodotti per la cura della pelle dei bambini contengono questa vitamina. Trova spazio anche nella cura della dermatite atopica del bambino.

Carenza di vitamina E

Sviluppare una carenza di vitamina E è difficile in quanto i suoi depositi nell’organismo sono ingenti (soprattutto nel fegato).

Ci sono però delle condizioni caratterizzate da una carenza di questa vitamina.

Il neonato prematuro che alla nascita presentano un basso peso corporeo (minore di 1500 grammi) ha depositi scarsi di questo composto. Può quindi sviluppare fenomeni carenziali caratterizzati da: anemia emolitica, edema degli arti inferiori, danni alla retina e infezioni.

Nei protocolli di assistenza ai neonati di basso peso è sempre prevista una supplementazione con vitamina E.

Le persone con malassorbimento intestinale come nel caso del morbo di Crohn, della fibrosi cistica o che hanno problemi a secernere la bile dal fegato nel tratto digestivo, non riescono ad assorbire un’adeguata quantità di vitamina E.

Di conseguenza possono necessitano di forme solubili in acqua di vitamina E, come il succinato di tocoferolo polietileneglicole 1000.

Le persone affette da Abetalipoproteinemia, una rara malattia ereditaria con conseguente scarso assorbimento di lipidi nella dieta, richiedono terapia con alte dosi di vitamina E. In caso di assenza di supplementazione sviluppano una sindrome neurodegenerativa con neuropatia periferica, miopatia, atassia cerebellare, indebolimento dei globuli rossi,  retinopatia e compromissione della risposta immunitaria.

Esiste poi l’Atassia con deficit isolato di vitamina E (AVED). E’ una forma di atassia ereditaria di origine genetica molto rara e grave.Comporta movimenti scoordinati e mancanza di equilibrio. È una malattia neurodegenerativa progressiva delle vie nervose che vanno dal cervelletto al midollo spinale. La terapia di questa condizione è l’assunzione di vitamina E, per via orale ad alti dosaggi, ogni giorno.

Il fabbisogno di vitamina E

Il fabbisogno giornaliero di questa vitamina è di circa 11-13 mg/die

Livelli di assunzione di riferimento per la popolazione italiana: LARN 2014
Assunzione raccomandata per la popolazione su base giornaliera in mg/kg

Lattanti 6-12 mesi4
Bambini-adolescenti1-3 anni5
4-6 anni6
7-10 anni3
11-14 anni 11
15-17 anni11-12
Adultimaschi13
femmine12
Gravidanza12
Allattamento15

Valutazione dei livelli di vitamina E

La valutazione dei livelli di vitamina E nel nostro organismo può essere fatta attraverso:

  • concentrazione plasmatica di α-tocoferolo, anche se essa può essere influenzata dai livelli di lipidi circolanti
  • test di lisi degli eritrociti. Concentrazioni di alfa-tocoferolo inferiori a quelle riscontrate normalmente nel plasma (12-45 µmol/L) sono associate a una più breve vita degli eritrociti e a una maggiore suscettibilità alla loro rottura

Rischi per la salute da eccesso di vitamina E

Dosi fino a 1.000 mg al giorno (1.500 UI / al giorno in forma naturale o 1.100 UI /al giorno in forma sintetica) negli adulti sembrano essere sicure.

Anche se i dati sono limitati e si basano su piccoli gruppi di persone che consumano almeno 2.000 UI per poche settimane o mesi. Assunzioni di lungo termine potrebbero avere effetti negativi sulla salute. Le Ul di Vitamina E sicure per i bambini non sono state stabilite.

Alte dosi di supplementi di alfa-tocoferolo potrebbero causare emorragie. I dati al riguardo sono tuttavia pochi ma incoraggianti.

Interazioni con i farmaci

Gli integratori di vitamina E possono interagire con diversi tipi di farmaci.

Anticoagulanti e farmaci antiaggreganti piastrinici

La vitamina E può inibire l’aggregazione piastrinica ed antagonizzare i fattori di coagulazione dipendenti dalla vitamina K. Come risultato l’assunzione di forti dosi di farmaci antiaggreganti piastrinici o anticoagulanti, come il warfarin (Coumadin ®), può aumentare il rischio di emorragie, soprattutto in congiunzione con una bassa assunzione di vitamina K.

Simvastatina e niacina

Gli integratori di vitamina E associati con simvastatina (Zocor®, Sivastin®, Sinvacor®, …) e niacina potrebbero ridurre oltre al colesterolo cattivo anche il colesterolo buono. Soprattutto il colesterolo HDL2, la componente più cardioprotettiva dell’HDL.

Chemioterapici

Gli oncologi sconsigliano in genere l’uso di integratori antiossidanti durante la chemioterapia o la radioterapia, perché potrebbe ridurre l’efficacia di queste terapie cellulari inibendo il danno ossidativo nelle cellule tumorali.

Benchè una revisione sistematica di studi randomizzati e controllati abbia chiamato in causa questa questione, sono necessarie ulteriori ricerche per valutare i potenziali rischi e benefici dei supplementi di antiossidanti in concomitanza con le terapie convenzionali per il cancro.

Vitamina E ed alimenti

La vitamina E è abbondante negli oli vegetali: olio di canapa, olio d’oliva e soprattutto nell’olio di germe di grano, di mais e di soia.

E’ contenuta in molti vegetali: cereali integrali, frutta ed ortaggi (soprattutto nelle verdure a foglia verde). Molto ricche ne sono nocciole, noci, mandorle, pinoli, semi di girasole, albicocche disidratate, olive, germe di grano, soia, arachidi, asparagi, ceci, broccoli.

Ne sono ricchi anche l’olio di fegato di pesce, le uova e le parti grasse della carne.

Il contenuto vitaminico viene ridotto dai processi di conservazione e cottura, soprattutto dalla frittura e dalla cottura al forno.

La vitamina E può perdersi anche per contatto con l’ossigeno. Tale fenomeno viene accentuato dalla contemporanea presenza di metalli e acidi grassi polinsaturi e ridotto dalla presenza di antiossidanti come la vitamina C.

Cosa abbiamo imparato

La vitamina E è un insieme di sostanze con alto potere antiossidante.  Non è ancora ben chiaro come questa proprietà possa essere utilizzata per la prevenzione e la terapia di diverse malattie.

Ad oggi è previsto un suo utilizzo nella cura delle malattie del fegato del bambino dovute ad un accumulo di grassi.

Importante la sua somministrazione nel neonato pretermine.

Un eccesso nella sua assunzione potrebbe avere anche effetti dannosi sulla nostra salute.

Il consiglio è di far assumere vitamina E ai vostri bambini solo ed esclusivamente dopo averne parlato con il vostro pediatra di fiducia. Meglio evitare il fai da te.


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