I no che servono a crescere

I no che servono a crescere

Per fortuna i genitori di oggi si mettono molto in discussione. Hanno il desiderio di svolgere bene il loro compito.

Un tempo se ne infischiavano. L’importante era che i figli procedessero con i loro doveri. Facevano filare i figli con metodi coercitivi e autoritari.

Nessuna nostalgia per quei tempi. Però attenzione a non esagerare dal lato opposto.

Può essere molto pericoloso per la crescita psicologica dei vostri bambini. Può portarli ad essere adolescenti e poi adulti fragili ed insicuri.

Adulti che non sono in grado di reggere il minimo conflitto.

Sono tante le domande e i dubbi che sorgono quando si tratta di educare un bambino, così come le emozioni, soprattutto quando bisogna stabilire dei limiti. È comune che molti genitori siano dubbiosi e pensino di essere cattivi genitori quando devono prendere decisioni che riguardano le regole con cui educare i figli.

In realtà è esattamente il contrario. Non dare regole e non pretendere che vengano rispettate è molto facile per il genitore. Ma non aiuta lo sviluppo psicologico del bambino.

Se il genitore non impone limiti diventa un cattivo genitore. Perchè non pensa a come questo influirà sulla vita del suo bambino da adolescente e da adulto. Non pensa al suo futuro.

I no servono allo sviluppo psicologico

Un genitore sa che non può concedere tutto al proprio figlio. A seconda dell’età del bambino, mamma e papà devono costruire un rapporto con lui basato su coccole e affetto, ma anche su limiti, regole e coerenza.

Dal punto di vista del bambino i no e i limiti possono essere vissuti come restrizioni e farlo arrabbiare. Sono però dei cancelli che lo proteggono e lo fanno sentire al sicuro. Riducono la sua ansia e il suo stress.

Con dei limiti il bambino si abitua a sviluppare le proprie risorse.

È troppo facile concedere sempre tutto, bisogna invece stimolare il bambino ad attingere alle proprie possibilità per affrontare le difficoltà. Per cercare alternative, per essere creativo.

La disciplina aiuta i bambini a scoprire l’importanza di riflettere sulle cose e offre loro la possibilità di trovare strategie per risolvere situazioni difficili.

I no del genitore diventano così un sistema educativo intenso e stimolante. Che aiuta a superare le frustrazioni. A patto che sia basato su situazioni ragionevoli e sulla coerenza.

Non fare l’errore di dire di no al bambino all’inizio, per poi concedergli quello che vi ha chiesto perché estenuati dai suoi capricci.

I limiti donano sicurezza

I genitori vengono vissuti come persone autorevoli dai figli. Non abdicate a questo ruolo, anche se ogni tanto costa e sarebbe più semplice lasciar perdere.

Date delle regole, pretendete che vengano rispettate e siate soprattutto coerenti. La disciplina è importante, è uno strumento che contiene i bambini dando loro sicurezza. Se il bambino percepisce delle regole coerenti e precise e molto più sereno.

Le regole, per quanto scomode, sono delle guide preziose. È necessario per i figli imparare che cosa possono e non possono fare. Per questo hanno bisogno di sentirsi dire no fermi e di sapere che davvero gli adulti intendono fare ciò che dicono e che non cambieranno idea.

Una crescente indipendenza mentale può svilupparsi soltanto all’interno di una struttura sicura. I genitori devono stabilire limiti chiari e precisi, che non consentano ai figli comportamenti eccessivi, né riconoscano loro potere eccessivo.

Ciascun genitore deciderà in base alla sua sensibilità dove porre la regola e il divieto.  Poi però tutte le volte quella regola deve essere fatta rispettare.

Questo insegna al bambino a gestire le situazioni che lo vedono in difficoltà. Le contrarietà  che incontrerà inevitabilmente nel corso della sua vita di tutti i giorni. Se educato correttamente saprà affrontarle e risolverle senza grandi problemi e traumi.

Se si concede sempre tutto il bambino non sviluppa questa capacità che sarà fondamentale nella sua vita.

Che cosa è un limite

La parola limite non ha un significato negativo, come pensano molti genitori. Stabilire dei confini non significa non tener conto dell’opinione del bambino.

Il concetto di limite concetto non ha nulla a che vedere con urlare, arrabbiarsi o ignorare. E’ legato invece al concetto di educare, regolare ed insegnare.

Il limite insegna al bambino che non si può avere tutto e subito. Che a volte bisogna aspettare per ottenere ciò che si vuole. Significa anche stabilire delle conseguenze a dei comportamenti che vanno corretti. Significa essere coerenti con le decisioni prese.

Per questo motivo, non è necessario che i genitori alzino la voce, si arrabbino o minaccino di continuo i figli.

Il messaggio può essere trasmesso con calma, in modo chiaro e senza ripetersi troppo. Non conviene lanciare minacce assolute o che non verranno mai messe in pratica.

Papà mi compri il peluche dell’orso?

Siamo al supermercato e il nostro bambino vuole il peluche dell’orso. Non è il momento né l’occasione per comprare un peluche, quindi le dite di no.

Il vostro bambino, allora, insiste e comincia a piangere e a sbattere i piedi.

Il papà inizia a vergognarsi perché la gente intorno lo guarda. Si arrabbia e per mettere fine ai capricci, gli compra il peluche. Il vostro bambino è felice. Non fa più i capricci. Il papà non deve più preoccuparsi degli altri è può continuare a fare la spesa tranquillamente.

In una situazione del genere, quando i genitori cedono, si sentono sollevati perché i figli smettono di piangere. Non si vergognano e non sono più arrabbiati.

Però, il bambino ha imparato che ricorrendo ai capricci può ottenere tutto quello che vuoleSe questo atteggiamento diventa un’abitudine i capricci aumentano. Finiscono per  trasformarsi nell’unico modo che i figli conoscono per ottenere ciò che vogliono.

Per i genitori è meno faticoso e più semplice cedere alle richieste dei figli. Tuttavia, a lungo andare il prezzo di questa abitudine sarà molto più alto. Perché i comportamenti inappropriati si riprodurranno ad una velocità notevole.

Nell’immediato entrambe le parti sembrano uscirne vincitrici, tuttavia, a lungo andare le conseguenze possono rivelarsi sgradevoli.

Il bambino imparerà a manipolare l’adulto attraverso questi comportamenti e li utilizzerà regolarmente. D’altra parte, i genitori non riusciranno più a controllare il comportamento dei figli se non dando loro ciò che chiedono.

Crescendo pensano che con i capricci possono ottenere tutto dal mondo. Cosa che non è assolutamente vera poi quando saranno a scuola o peggio nel mondo del lavoro e delle normali relazioni tra persone.

Le conseguenze dell’assenza di limiti

I bambini che crescono senza limiti normalmente hanno una bassa tolleranza alla frustrazione. Fanno fatica a controllare le loro emozioni e non rispondono bene al fatto di dover rispettare regole e obblighi. Di solito manipolano e fanno sentire male gli altri con il fine di ottenere ciò che vogliono.

L’impertinenza, i troppi privilegi, la mancanza di costanza e di impegno, la scarsa pazienza, la poca collaborazione, i problemi di comportamento, le aggressioni e anche la distruzione di oggetti sono alcuni aspetti che dipendono proprio dalla mancanza di limiti.

In molti disturbi del comportamento come ad esempio il disturbo oppositivo provocatorio o disturbo della condotta, è frequente riscontrare un processo educativo carente di limite. In cui è il bambino a ordinare, comandare e decidere.

Questi sono disturbi che possono diventare vere e proprie malattie psichiatriche.

Il compito dei genitori

Se ci pensiamo bene chi deve educare i vostri bambini?

Chi deve insegnargli che nella vita non si può avere tutto e subito?

Chi può permettergli di crescere come adulti sicuri, che sanno affrontare il disagio e i problemi che incontreranno nella vita?

Ovviamente i genitori.

Sono molti i casi in cui è il minore ad avere l’ultima parola e gli adulti si adattano alla sua routine, ai suoi programmi, soddisfacendo tutte le sue richieste ed i suoi capricci.

Questo è sbagliato. Non dobbiamo dimenticarci che deve essere il contrario. per il bene dei vostri bambini.

Uno dei compiti fondamentali dei genitori è educare i figli in modo che possano autoregolarsi.

Sono i genitori, e non altre entità o persone, ad avere il compito e l’obbligo di educare i figli. Questo implica ascoltarli, insegnare loro ciò che è giusto e ciò che non lo è, dire di no.

“Ne abbiamo già parlato.”

“Dovrai aspettare.”

In molte occasioni, insegna a superare la frustrazione. Educare non è un’impresa facile, ma se non sono i genitori ad occuparsene, chi lo farà al posto loro?

Cosa abbiamo imparato

Concedere tutto ai figli senza limiti è facile per i genitori. Risolve inizialmente molte situazioni difficili psicologicamente da sopportare. Ma non fa il loro bene.

Alla lunga insegna al bambino che con i capricci può avere tutto e subito. Questo non fa altro che aumentare le situazioni in cui i vostri piccoli chiederanno e pretenderanno sempre di più. fino ad essere incontrollabili

Per il loro bene è fondamentale mettere dei limiti ed essere poi sempre coerenti con i no che gli insegnamo.

Questo permette al vostro bambino a limitarsi, ad autoregolarsi. A sviluppare una capacità di reggere le conflittualità e le frustrazioni.

Li renderà sicuri e forti psicologicamente.

Li avvierà ad essere adulti che sanno vivere affrontando i conflitti e le frustrazioni in maniera costruttiva.

Perché poi nel mondo reale non si può avere tutto e subito.

Ricordiamoci che se non sono i genitori ad insegnare il prima possibile questo atteggiamento non lo farà nessuno. Esponendo i nostri bambini ad una vita complicata e di ansia. Che potrebbe mettere a rischio il loro equilibrio mentale ed emotivo per tutta la vita.


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