Microbiota: siamo praticamente fatti di microrganismi!

Dentro noi esiste uno dei più complessi ecosistemi della Natura: il microbiota dell’apparato gastrointestinale.

Microbiota siamo praticamente fatti di microrganismi

Chiamato anche impropriamente flora batterica intestinale.

Il microbiota è composto da un numero di microrganismi pari a 6 volte il totale delle cellule che compongono l’intero corpo. Suddivisi in 500-1000 specie diverse.

Infatti il corpo umano contiene circa 100 trilioni di cellule, ma solo 1 cellula su 6 è realmente “umana”. Le altre sono microrganismi del microbiota.

Parliamo di microrganismi perchè il microbiota è composto da batteri ma anche da virus, funghi e protozoi.

Il microbiota non è presente solo a livello dell’apparato gastrointestinale. Ma a livello di tutte le superfici corporee a contatto con l’ambiente esterno. Quindi a livello della cute, delle vie aeree, delle mucose dell’apparato genitale.

Il microbiota che riveste l’apparato gastrointestinale è il più importante per dimensioni e per la sua capacità di influenzare la nostra salute (guarda il nostro video).

Il microbiota dell’intestino è costituito da circa 100 miliardi di cellule per un peso complessivo di circa 1 Kg. Un terzo delle nostre feci è composto da batteri.

I principali batteri che popolano l’apparato gastrointestinale sono i Bifidobatteri, i Lattobacilli e gli Eubacterium. Tutti insieme svolgono funzioni per essenziali per la nostra sopravvivenza.

Da tempo molti gruppi di ricerca stanno cercando di individuare la composizione del microbiota intestinale e soprattutto di capire la relazione che esiste tra questi microrganismi e il nostro corpo.

Negli Stati Uniti è partito con questo scopo lo “Human Microbiome Project”. Con lo scopo di capire in che modo i microbi contribuiscono al funzionamento dell’organismo e rendono l’uomo “umano”.

È un progetto di 5 anni, con un budget complessivo di 115 milioni di dollari.

Come si forma il microbiota intestinale

Nell’ultimo decennio alcuni studi mostrano come già durante la gravidanza possa iniziare la colonizzazione batterica. Cioè i batteri della madre iniziano a passare nell’intestino del feto.

Infatti alcune specie batteriche presenti nel microbiota intestinale materno sono state isolate:

  • nel sangue del cordone ombelicale
  • nel liquido amniotico
  • nel meconio
  • nella placenta
  • e in altre membrane fetali

Gli esatti meccanismi di trasferimento batterico tra madre e feto non sono, però, ancora del tutto chiari. Probabilmente vi è un trasferimento transplacentare e attraverso l’ingestione di liquido amniotico.

La cavità amniotica è da sempre stata considerata sterile, ma è ormai noto che alcuni microrganismi con cui viene a contatto il feto provengono dall’intestino materno e giungono tramite la placenta e il liquido amniotico.

Il momento della nascita

Al momento della nascita vi è poi il grosso del passaggio di microrganismo dalla madre al bambino, diverso a seconda della modalità del parto.

In caso di parto naturale a termine, il passaggio del bambino avviene nel canale vaginale del parto con una colonizzazione del dell’intestino diversa rispetto al parto cesareo. In caso di parto cesareo sono molti i batteri della cute a colonizzare l’intestino del piccolo.

Subito dopo la nascita diventano fondamentali per la formazione del microbiota del bambino il contatto con la madre e il tipo di alimentazione del bambino. Cioè il latte materno o il latte artificiale formulato, nel caso la madre non possa allattare.

La composizione del microbiota è fortemente influenzata dall’alimentazione. Dopo l’allattamento esclusivo, anche lo svezzamento contribuisce a formare il microbiota intestinale del bambino.

Verso i 12-18 mesi si è costituito il core del microbiota. Cioè quella grossa parte di microorganismi che rimarranno sempre uguali durante la vita del bambino e dell’adulto poi. Solo una piccola parte del microbiota dopo i 18 mesi pare soggetta a modificazioni. Possiamo dire che i giochi per la formazione del microbiota si fanno entro i 18 mesi.

Oltre a fattori genetici, al tipo di parto e di alimentazione, possono influenzare la formazione del microbiota l’eventuale assunzione di antibiotici da parte della madre e del lattante, le condizioni igieniche, lo stress e lo stato infiammatorio della madre.

Funzioni del microbiota

Tutti i microrganismi che compongono il microbiota intestinale ci ripagano dell’ospitalità aiutandoci a sopravvivere.
Favoriscono l’assorbimento di molti nutrienti. La metabolizzazione delle calorie. Sintetizzano diverse vitamine (K, B12, Tiamina, Niacina, Riboflavina).

Sostengono la peristalsi intestinale, cioè il movimento dell’intestino. Producono sostanze che alimentano le cellule della parte dell’intestino.

Regolano l’espressione del sistema immunitario nella mucosa intestinale. Insegnano al nostro sistema immunitario come riconoscere “il nemico”, le infezioni, e producono sostanze anti-infiammatorie che combattono i virus che ci fanno ammalare.

Proteggono la mucosa intestinale – e dunque l’intero organismo – dalle aggressioni di microrganismi patogeni, prevenendo così la comparsa di molte infezioni.

Diversi studi recenti dimostrano che i batteri possono incidere sugli stati d’animo e i comportamenti umani. Stimolano a livello intestinale la produzione di sostanze che raggiungono e condizionano il Sistema Nervoso Centrale.

Per esempio, al fine di proteggere i delicati equilibri del nostro ecosistema, alcuni tipi di batteri inducono l’individuo a desistere inconsciamente dall’esplorare nuovi ambienti.

In questo modo, il microbiota si garantisce una riduzione del rischio che la persona entri in contatto con nuove specie batteriche. Il risultato può essere un comportamento che induce l’individuo a chiudersi in se stesso, rinunciando a una sana socialità.

Influenza del microbiota sulla salute

Il microbiota intestinale influenza con le sue funzioni lo sviluppo e la fisiologia del corpo umano, il normale metabolismo, agisce per tutta la vita influenzando il sistema immunitario. Influenza anche l’eventuale suscettibilità a diverse malattie.

Il microbiota intestinale che influenza positivamente il nostro organismo contiene una composizione equilibrata di più classi di batteri che si controllano a vicenda. Batteri che non potranno mai causare infiammazione a livello intestinale e batteri, chiamati patobionti, che in condizioni di equilibrio “fanno i bravi”.

Ma in particolari condizioni si può alterare l’equilibrio del microbiota. Quando vi è un’alterazione del microbiota si può creare una prevalenza di batteri “monelli”, cioè che favoriscono la presenza di infiammazione dell’intestino.

Questa condizione è chiamata disbiosi.

Nella la disbiosi, vi è uno spostamento innaturale nella composizione della flora batterica. I patobionti sono aumentati.

Dalla disbiosi alla malattia

La presenza di una infiammazione di basso grado ma cronica dell’intestino favorirebbe, nei soggetti geneticamente predisposti, l’insorgenza di diverse malattie. Ovviamente sulla base della predisposizione genetica.

Le cause dell’insorgenza della disbiosi non sono del tutto chiare. Probabile si possono includere l’uso di antibiotici, l’alimentazione ricca e abbondante dei paesi sviluppati, lo stress, l’eccesso di igiene.

A seconda della predisposizione genetica del soggetto l’infiammazione cronica può favorire l’insorgenza di diverse malattie.

Tra le principali ricordiamo: obesità, diabete, aterosclerosi, ipertensione arteriosa, allergie, malattie autoimmuni come l’artrite reumatoide, malattie infiammatorie croniche dell’intestino, sindrome del colon irritabile, alcune forme di cancro.

Come già accennato il microbiota agisce anche sul sistema nervoso centrale. Il 50% circa della serotonina, il cosiddetto ormone del buonumore, è prodotto nell’intestino, dove agisce come uno dei regolatori della motilità.

Molte malattie neurologiche e psichiatriche potrebbero essere favorite da una disbiosi. Le più importanti sono: ansia, depressione, disturbi del comportamento, autismo, schizofrenia e Parkinson.

Per questi motivi una alimentazione equilibrata e stili di vita corretti possono garantire la presenza di un microbiota fisiologico sano. Che permette di mantenere in buona salute e benessere l’intero organismo umano.

Il futuro

Sicuramente c’è ancora molta strada da fare per capire esattamente come il microbiota, diciamo i vari microbioti influenzano la nostra salute. Soprattutto per capire come intervenire su di esso, in particola modo in caso di disbiosi.

Al momento le informazioni che abbiamo non sono sufficienti per un intervento efficace. Dobbiamo anche considerare che la grossa parte del microbiota si forma nei primi 18 mesi. Quindi in questo periodo diventerà sempre più importante capire come permettere al microbiota dei nostri bambini di svilupparsi al meglio.

Potremo sicuramente mettere in campo armi molto efficaci. Probiotici e prebiotici molto più efficaci di quelli che abbiamo a disposizione adesso, Probabilmente batteri ingegnerizzati per produrre determinate sostanze utili al nostro organismo.

Un primo esempio, ancora in fase sperimentale delle possibilità offerte dal futuro è il trapianto fecale. Cioè la sostituzione del microbiota con quello di un consanguineo considerato sano.

Cosa abbiamo imparato

Le cellule del nostro organismo convivono con un numero sei volte maggiore di microrganismi. Noi li ospitiamo e loro svolgono delle funzioni necessarie per la nostra sopravvivenza.

La comunità più importante di questi microrganismi chiamata, microbiota, abita l’apparato gastrointestinale.

Inizia a formarsi già durante la gravidanza, poi con il parto, l’allattamento e l’alimentazione. Farmaci, stress, e condizioni igieniche sono altri fattori che ne favoriscono la formazione.

Verso il 12-18 mese il core del microbiota dell’intestino è formato. Nelle epoche successive solo una parte piccola del microbiota potrà essere cambiata.

Il microbiota può formarsi in modo da favorire un equilibrio stabile nel nostro intestino. In altri casi si sviluppa un microbiota che favorisce l’infiammazione intestinale. Parliamo di disbiosi intestinale.

Si pensa che, in soggetti geneticamente predisposti, tale infiammazione può contribuire allo sviluppo di varie malattie.

La sfida del futuro è capire come modificare il microbiota intestinale per prevenire o correggere tali malattie. Un futuro che ci riserverà molte sorprese.


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