Il mio bambino ci vede bene?

Un dubbio che spesso sorge nei genitori è: il mio bambino ci vede bene?

Il mio bambino ci vede bene?

Oggi parliamo della vista e dei test che è necessario effettuare nei primi quattro anni di vita.

Alla nascita il sistema visivo è piuttosto limitato. Neonati a termine sono in grado di rispondere a cambiamenti della luce ambientale e possono fissare un oggetto colorato. La capacità di seguire un oggetto in movimento si raggiunge non prima dei 2–4 mesi di vita.

Attraverso studi condotti tramite i PEV (Potenziali Evocati Visivi) si presume che l’acuità visiva di un neonato sia circa 1/20.

I primi sei mesi di vita sono caratterizzati da un rapido sviluppo anatomico dell’occhio e delle vie visive: intorno ai 2 mesi si ha la completa mielinizzazione del nervo ottico.

Tra i 3–4 mesi si sviluppa la fovea (la porzione centrale della retina ricca di fotorecettori). Intorno al sesto mese la pigmentazione iridea (da cui dipende il colore degli occhi) è completa per il 90%.

Contestualmente a questa rapida maturazione anatomica si hanno progressi nella percezione dei colori, sensibilità al contrasto e miglioramento dell’acuità visiva che raggiunge circa 5/10 ai 6 mesi di età.

Quest’ultima tende progressivamente a migliorare fino ad ottenere 10/10 tra 1 e 3 anni. Sebbene l’acuità visiva si sviluppi completamente in breve periodo, il sistema visivo ha una certa plasticità ed è in grado di rispondere ai cambiamenti degli stimoli visivi sino a 10–12 anni di età, rendendo così il bambino suscettibile a condizioni che possono interferire con la visione.

L’ambliopia (la principale causa di visione monoculare) e lo strabismo rappresentano le patologie oculari più frequenti in età pediatrica con conseguente perdita della visione binoculare e anche cecità funzionale se non diagnosticate precocemente.

Cataratta e glaucoma congeniti sono condizioni relativamente rare, che se non trattate possono determinare alterazioni visive significative. Tanto più tardive sono la diagnosi e la cura tanto maggiore è il rischio di danni visivi permanenti.

Da questa premessa appare abbastanza chiaro come sia fondamentale eseguire test di screening già sin dai primi mesi di vita, al fine di evidenziare eventuali alterazioni del sistema visivo potenzialmente curabili, ma altrettanto causa di danni visivi permanenti in caso di diagnosi tradiva.

Quindi appare fondamentale il ruolo del pediatra cui negli ultimi anni è stato anche affidato il compito di eseguire alcuni test al fine di individuare quanto più precocemente possibile quei bimbi a rischio o con sospetto di patologie oculari per poi inviarli allo specialista.

Alla prima visita pediatrica particolarmente utile è l’anamnesi pre, peri e postnatale.

Infezioni contratte dalla mamma durante la gravidanza possono essere causa di gravi alterazioni e/o malformazioni oculari.

E’ utile ricordare alcune gravi conseguenze bulbari in seguito ad infezione:

  • Toxoplasma gondii: corioretinite (con frequente coinvolgimento della macula), atrofia ottica, cataratta congenita, microftalmo;
  • Virus della rosolia: cataratta, glaucoma, retinopatia, microftalmo;
  • CMV, citomegalovirus: cataratta, opacità corneali, corio retinite;
  • Herpes Simplex Virus: cheratocongiuntivite, cataratta, uveite, microftalmo.

La retinopatia del prematuro, nota anche con la sigla ROP, rappresenta, secondo quanto evidenziato da alcuni studi epidemiologici, la principale causa di cecità infantile in Europa e Nord America.

Indagini multicentriche hanno dimostrato che il 65% dei bimbi con peso alla nascita inferiore a 1250 gr risulta affetto da ROP (percentuale che sale a oltre 80% in quelli con peso alla nascita inferiore a 1000 g).

Quindi i neonati con peso alla nascita inferiore a 1500 gr o con età gestazionale inferiore alle 31 settimane sono ad alto rischio di ROP e pertanto durante il ricovero, dopo la nascita, debbono essere sottoposti a diversi controlli oftalmologici.

È importante che il pediatra di famiglia  sia a conoscenza dei possibili esiti futuri, infatti i bambini con pregressa diagnosi di ROP vanno strettamente seguiti anche durante il loro sviluppo, poiché particolarmente a rischio per l’insorgenza nel corso degli anni di lesioni retiniche, miopia, strabismo.

Test da effettuare  entro i primi 6 mesi di vita

Tra i test che vanno effettuati dal pediatra entro i primi sei mesi di vita particolarmente importante è l’analisi del riflesso rosso pupillare, noto anche come red reflex (Test di Bruckner).

Con questo semplice esame è possibile diagnosticare precocemente patologie oculari che, se scoperte tardivamente, possono essere causa di gravi danni visivi permanenti: cataratta congenita, glaucoma congenito, retinoblastoma (in questo caso una diagnosi tardiva può avere gravi conseguenze non solo relativamente alla vista), anomalie retiniche e difetti di refrazione particolarmente elevati.

In condizioni normali l’esaminatore vedrà una luce rossa in corrispondenza della pupilla, eguale per dimensioni e intensità in entrambi gli occhi.

Altro test da effettuare entro il sesto mese di vita è il test di Hirschberg. Questo semplice esame permette di valutare o sospettare l’eventuale presenza di strabismo.

Entro i primi 6 mesi di vita va prestata anche particolare attenzione all’analisi dei movimenti oculari.

Ogni occhio si sposta nelle varie posizioni oculari grazie all’azione dei 6 muscoli extraoculari.

Normalmente i due occhi si muovono nelle varie direzioni di sguardo in maniera sincrona, entrambi verso destra o sinistra; verso l’alto o verso il basso.

Nei primi mesi di vita particolare attenzione va prestata ai movimenti orizzontali. Deficit nei movimenti verso l’esterno si hanno in caso di esotropia congenita, sindrome di Duane o in caso di paresi del VI nervo cranico.

Test da effettuare  tra 12 e 24 mesi

Dopo il primo anno d’età vanno ripetuti i test precedentemente menzionati.

A questi va aggiunto il test di Lang. Che valuta la presenza o meno della visione binoculare, ovvero la visione con entrambi gli occhi.

La visione binoculare è assente in caso di ambliopia (occhio pigro) in cui il bimbo vede prevalentemente con un occhio o di strabismo congenito in cui il bimbo utilizza per la visione un occhio per volta senza che si instauri necessariamente un’ambliopia.

Test dopo i 2 anni di età

Tra i 2 e 4 anni di età (in genere dopo i 3 anni) è possibile anche valutare l’acuità visiva. È necessario avere un ottotipo; tra quelli più utilizzati in Italia quando il bimbo non sa ancora leggere vi sono:

  1. ottotipo di Pesando: sono rappresentati oggetti noti ai bimbi (gatto, fiore, barca, pesce, casa, bambino, sole). Permette di misurare l’acuità visiva già dai 2 anni di età. Il grosso limite è che non possibile avere una precisa valutazione dell’acuità visiva legata alle caratteristiche dimensionali dei disegni rappresentati; ad ogni modo è estremamente utile nei bimbi più piccoli per valutare se l’acuità visiva è eguale o diversa tra i 2 occhi
  2. ottotipo con le E di Albini: la maggior parte dei bimbi collabora sin dai tre anni di età ed è molto utile per una corretta valutazione dell’acuità visiva

Ovviamente se questi test risultano anormali il piccolo va inviato subito dall’oculista.


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