Televisione: amica o nemica?

La televisione non è di per sé uno strumento da evitare assolutamente, può essere molto utile e, se usata con saggezza.

Televisione amica o nemica?

Può contribuire allo sviluppo della personalità del bambino, perché rappresenta una fonte di stimoli e un mezzo di apprendimento.

Non deve invece diventare una baby sitter passiva e ipnotizzante, capace di inibire ogni creatività nel vostro bambino, e non deve sottrarre spazio ad altre attività.

Non essere “dipendenti” dalla televisione è facile e difficile allo stesso tempo perché il piccolo schermo ha la capacità di “stregare” e catturare l’attenzione di grandi e piccini, anche con messaggi subliminali.

Per evitare che la televisione diventi una “nemica” può risultare importante adottare precisi comportamenti.

Non lasciate mai accesa la televisione come “rumore  di sottofondo”, solo per sentir parlare qualcuno o per ascoltare un po’ di musica, mentre fate altro: è un cattivo esempio che tenderà a essere imitato.

Non fatela vedere al bambino per più di un’ora al giorno e, quando è accesa, guardatela assieme a lui, commentando le immagini e le situazioni, sia che si tratti di programmi, sia che si tratti di cartoni o film per bambini.

Commentare ciò che si vede significa attirare l’attenzione del bambino sull’oggetto dell’osservazione, facendolo appunto diventare “oggetto” e non tutt’uno con il proprio cervello.

Significa sottrarre il bambino a una visione passiva e unidirezionale schermo ➔ cervello per invitarlo a ragionare criticamente su ciò che sta vedendo.

Evitate di fargli vedere scene di violenza, di angoscia o che destino paura, immagini stereotipate e prive di interpretazioni emotive (tipiche di alcuni cartoni): osservatelo mentre guarda la TV e dal suo sguardo, dalle sue reazioni, dai suoi comportamenti capirete se il programma o il film è adatto o no (ma questo lo potrete sapere solo se sarete lì, a “fare i genitori”).

Decidete assieme al bambino quale cartone, film o programma vedere: lo aiuterà a capire che è necessario fare scelte, che a qualcosa bisogna rinunciare, che ci sono diverse alternative; forse, se non ci sarà nulla che lo interessi veramente, vi chiederà di raccontargli una favola o di andare a giocare.

Utilizzate il “momento TV” come gratificazione di un altro suo impegno (per esempio l’educazione al vasino o l’accettazione di un’alimentazione corretta o anche un buon comportamento, ecc.) e come momento di colloquio e di scambio di opinioni: chiedete sempre cosa ne pensa di ciò che vede, che sentimenti determina in lui, se ha paura e commentate con lui ciò che sta avvenendo nello schermo.

Non è indispensabile che guardi la televisione: se è impegnato a fare altre cose e non domanda di accenderla, evitate di ricordargli che è l’ora del suo programma; magari registratelo e rimandate la visione a un’altra occasione. L’uso di programmi registrati da vedere in momenti anche a voi più agevoli per consentirvi di essere presenti è da preferire all’obbligo di orari definiti, in quanto slega l’evento dalla necessità indotta dall’orario obbligato.

Preparate sempre qualche gioco interessante da fare subito dopo la sua “ora di TV”: sarà più facile il distacco dallo schermo e accetterà più volentieri di fare qualcos’altro!

Evitate di guardare la televisione quando siete tutti riuniti a tavola, questo è il momento più giusto per parlare, ascoltare, raccontare fatti ed emozioni e permettere a vostro figlio di farvi partecipi di ciò che ha fatto durante il giorno quando non c’eravate, delle sue conquiste, delle sue gioie, delle sue difficoltà.

Evitate anche di guardare programmi inopportuni quando lui è in circolazione, anche se sembra che stia facendo qualcos’altro, i bambini hanno “antenne” prima ancora di occhi e orecchi  e riescono a captare tutto, anche quello che non dovrebbero!

È vero che la televisione può portare molti stimoli e conoscenze (ad esempio una maggiore conoscenza del corpo umano), ma ne sono altrettanto capaci la lettura, i racconti fantastici elaborati su semplici immagini, l’abitudine a raccontare e inventare favole e personaggi, la musica, i suoni, i giochi, tutte attività che fanno volare alta l’immaginazione, la fantasia, che inducono il movimento e lo sviluppo neuro muscolare, richiedendo spesso di mimare, correre ed esplorare l’ambiente circostante.

Attività di questo tipo saranno molto meglio per lui anche se  un po’ più impegnative (ma senz’altro molto gratificanti!) per voi.

Un eccesso di televisione può avere un effetto negativo sul rendimento scolastico e in generale sull’apprendimento, perché abitua al recepimento passivo dei messaggi anziché all’interazione comunicativa.

I videogame possono stimolare l’abilità psico e neuromotoria se utilizzati nei modi, nei tempi e nella misura appropriati, ma devono essere proposti come alternativa alla TV:  o gli uni o l’altra, per quel giorno.

Non lasciate mai il libero accesso alla TV o al computer quando non siete presenti, i bambini sanno utilizzare gli strumenti elettrici ed elettronici meglio degli adulti e potrebbero passare ore a guardare programmi inadatti o pericolosi, acquisendo anche messaggi inopportuni alla loro età o alla loro educazione.

Sicuramente non è facile fare i genitori nel modo migliore ma ne vale la pena per la crescita dei nostri bambini.


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