Cresce o non cresce: i consigli da seguire

Il valore normale di statura e peso non è mai un numero preciso, ma va identificato all’interno di una fascia di valori intermedi.

Cresce o non cresce i consigli da seguire

Tra un massimo e un minimo, che nelle curve di crescita si individua tra il 10° e il 90° percentile.

Essere un po’ al di sotto o al di sopra di questi valori non significa assolutamente che vostro figlio è patologico, ma piuttosto che dovete interpellare il pediatra, ascoltare  e seguire le sue indicazioni, che nella stragrande maggioranza dei casi mostrano che il bambino non ha alcun problema.

I genitori tendono a considerare patologico solo ciò che sta al di sotto della media: “cresce poco, è magrino”,  “i compagni di gioco della stessa età sono tutti più alti”, e quasi mai ciò che sta sopra alla media: “è solo un po’ più robusto, come suo padre”, “ingrassa ma non mangia quasi niente”, “vuole sempre due piatti di pasta  e le merendine, l’aranciata, i succhi. È colpa sua se ingrassa, io glielo dico sempre di mangiare di meno”.

Eppure, se è raro riscontrare patologie legate a un’altezza eccessiva, che per lo più è dovuta a situazioni ereditarie, cresce in Italia la frequenza di malattie legate all’eccesso di peso, sia come sovrappeso che come obesità.

Purtroppo, nella maggioranza dei casi, i genitori non si preoccupano di un figlio grasso, o se ne preoccupano troppo poco, perché quasi sempre dovrebbero mettere in discussione se stessi e il proprio stile di vita.

A causa di cattive abitudini alimentari, infatti, anche gli altri membri della famiglia di un bambino sovrappeso sono spesso sovrappeso.

In questi casi è difficile per il pediatra ottenere risultati, se non coinvolgendo l’intera famiglia in un progetto non impossibile e vantaggioso per tutti di miglioramento delle abitudini alimentari.

Compito di genitori che vogliono il bene del loro figlio è accettare l’utile sacrificio di mettersi (tutti!) a dieta e di incrementare l’attività motoria, cambiando stile di vita, in modo da sostenere i sacrifici del bambino a mangiare meno.

Alcune tappe e consigli essenziali:

  • Entro il 10°/12° giorno  di vita, dopo il calo fisiologico, si recupera il peso della nascita.
  • Intorno ai 5 mesi  si raddoppia il peso  della nascita.
  • Intorno all’anno  si triplica il peso della nascita.
  • L’aumento di peso è più rapido nei primi 6-9 mesi,  poi ovviamente rallenta e diventa irregolare, ci sono mesi in cui si cresce di più e mesi in cui cresce di meno o non cresce..
  • Non è corretto paragonare un bambino a un altro della stessa età, perché sono molti e diversi gli elementi che influiscono sulla sua crescita: genetici, etnici, ambientali (fumo  dei genitori!), abitudini di vita della famiglia, stimoli esterni, peso alla nascita, precocità di nascita rispetto  all’età gestazionale, malattie,  e molti altri.
  • La valutazione dei dati va fatta con intervalli di rilevazione sufficientemente prolungati: di più settimane nei primi mesi, di più mesi nei primi anni, una volta all’anno nell’età scolare.
  • Non è molto importante  se un bambino cresce meno, quando lo fa in maniera costante e regolare rispetto alle curve di crescita standard.
  • Va invece contattato il pediatra per ascoltare il suo parere quando si osservi un arresto della crescita  (in peso o statura) che duri molti mesi, tanto da far appiattire la curva di crescita e farla divergere  in maniera netta  e prolungata rispetto  alle curve standard.
  • Di solito i genitori sono assidui nel seguire peso e altezza del bambino piccolo, ma “dimenticano” di valutarli quando è più grande, talvolta saltando anche il controllo annuale, questo è un errore da evitare.

Controllare meno il bambino nei primi due anni e di più dopo potrebbe essere il consiglio utile.


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