Bambini e adolescenti: i mille benefici dello sport

Lo sport ha una valenza importantissima nella crescita dei bambini e degli adolescenti.

Bambini e adolescenti i mille benefici dello sport

E’ sinonimo di salute ed è maestro di vita, tanto da esser riconosciuto dalle Nazioni Unite come un diritto fondamentale.

È sempre attraverso lo sport che già da piccoli si ha l’occasione di apprendere i valori alla base della vita: amicizia, solidarietà, lealtà, rispetto per gli altri.

Ma anche il lavoro di squadra, l’autodisciplina, l’autostima, la modestia, la capacità di affrontare i problemi, la leadership etc.

Inoltre, l’impegno richiesto dall’attività fisica ha un ruolo fondamentale nel tenere lontani gli adolescenti da tutte quelle situazioni rischiose, facilmente avvicinabili alla loro età: tabacco, alcol, droghe etc.

Dal punto di vista della salute, i benefici regalati dall’attività fisica sono impagabili, e vanno a costituire un bagaglio di benessere di cui ci si gioverà per tutta la vita.

Benefici fisici e psicologici

A livello fisico, l’attività sportiva svolta regolarmente in età pediatrica è uno strumento fondamentale per:

  • Irrobustire l’organismo, prevenendo le malattie;
  • Prevenire l’obesità, anche nei bambini affetti da Malattie Respiratorie Croniche. Attraverso l’aumento del dispendio energetico contribuisce a ridurre la massa grassa e ad aumentare quella magra, facilitando una crescita del corpo più armonica;
  • Favorire il corretto sviluppo e la salute dell’apparato osseo, aiutandone la saldatura caratteristica di questo periodo di vita;
  • Migliorare la sensibilità all’insulina (come dimostrato in giovani con diabete di tipo 2);
  • Ridurre la pressione sistolica e diastolica (i due valori della pressione arteriosa) nel caso esse siano alterate;
  • Ristabilire il profilo lipidico (grassi circolanti nel sangue), riducendo il colesterolo cattivo (LDL) e aumentando quello buono (HDL), anche in chi prende farmaci.

Sul piano psicologico, lo sport permette al bambino di:

  • Acquisire una buona capacità di adattamento;
  • Combattere ansia e depressione;
  • Aumentare l’autostima, gratificata dall’imparare sempre nuovi esercizi;
  • Divertirsi pur combattendo le difficoltà di norma incontrate;
  • Sentirsi soddisfatti del proprio impegno;
  • Migliorare le capacità sociali, attraverso la cooperazione con altri bambini;
  • Facilitare le capacità cognitive, attraverso l’esplorazione dell’ambiente e l’acquisizione di nuove esperienze.

La scelta dello sport

Non esiste un’attività sportiva ideale in assoluto l’importante è che sia il bambino e non il genitore a sceglierla. Che sia divertente, preferibilmente all’aria aperta o in un ambiente ben areato e soprattutto che sia varia. Che permetta uno sviluppo armonico delle varie capacità motorie del bambino.

L’attività fisica deve necessariamente differenziarsi secondo la fascia di età a cui appartiene il bambino:

  • ai bambini al di sotto dei due anni dovrebbero essere proposti da parte dei genitori momenti di gioco istruttivi e poco strutturati. I bambini di questa fascia di età hanno bisogno di giocare all’aria aperta con la supervisione di un genitore (passeggiate e giochi al parco);
  • i bambini in età prescolare dovrebbero partecipare ad attività divertenti, che lascino spazio alla scoperta, con poche regole e istruzioni semplici: correre, nuotare, rotolarsi, giocare a palla;
  • i bambini tra i sei e i nove anni hanno migliori capacità motorie e miglior equilibrio. Potrebbero iniziare sport organizzati, ma con poche regole flessibili, e focalizzati sul divertimento piuttosto che sulla competizione;
  • per i bambini tra i dieci e i dodici anni si può porre l’attenzione sullo sviluppo di capacità motorie, su tattiche e strategie. Attraverso sport complessi che mirino allo sviluppo della massa muscolare;
  • gli adolescenti sono molto influenzati dai loro coetanei. E’ importante prima di tutto capire le attività di loro interesse, che siano divertenti e in compagnia di amici. Per assicurare una partecipazione continuativa. Si consigliano sport competitivi e non.

Adolescenti a rischio noia e abbandono

A proposito dei più grandi, il fattore di rischio rimane il calo di interesse con la conseguenza di un possibile successivo abbandono.

Secondo una recente indagine ISTAT, tra il 2000 e il 2011 mentre la pratica sportiva continuativa nei bambini di età compresa tra i 6 e i 10 anni è aumentata dal 48,8% al 54,3%, già dopo la scuola primaria i dati evidenziano un allontanamento da questa nei ragazzi a partire dagli 11 anni.

Nella fascia d’età 11-14 anni, infatti, la quota di praticanti continuativi diminuisce passando dal 56% al 53,4%. Percentuale che tra i 15 e i 17 anni diventa del 48,5% e si assesta al 34,7%, tra i 18 e i 19 anni.

Per scongiurare il pericolo dell’abbandono, queste le raccomandazioni:

  • evitare di proporre attività fisiche ripetitive, fondamentale è il divertimento, senza creare un clima di eccessiva competizione che può indurre frustrazione;
  • lo sport non deve diventare una fonte di stress: una cattiva performance o perdere in una gara possono causare ansia con diminuzione dell’autostima. Spesso i genitori ripongono eccessive aspettative nei propri figli, trasferendo su di loro le proprie aspirazioni, con un impatto disastroso sul loro assetto psicologico;
  • è importante evitare attività di allenamento “unilaterali”, intese ad incrementare una sola qualità fisica. Questo può bloccare i processi di apprendimento motorio dei giovani. Oltre ad essere dannoso dal punto di vista dello sviluppo muscolo scheletrico.
  • Per incentivare i propri figli a fare o a continuare le attività sportive  il primo passo è limitare il tempo dedicato alle attività sedentarie (TV, computer, videogiochi). Che non dovrebbe superare le due ore giornaliere nei bambini in età scolare e prescolare. Mentre tali attività dovrebbero essere proscritte nei bambini di età inferiore ai due anni. Si tratta di attività dannose perché riducono il dispendio energetico nell’arco della giornata. Possono contribuire ad aumentare l’assunzione calorica, attraverso l’abitudine a spuntini davanti alla TV o a causa delle tentazioni offerte dagli spot pubblicitari. È molto importante, inoltre, che i genitori per primi diano il buon esempio ai loro figli assumendo uno stile di vita attivo e organizzando attività ludico-sportive all’aria aperta che coinvolgano l’intera famiglia. Di per sé, non vi sono poi rischi infettivi nel praticare gli sport, anche se fatti all’aria aperta. Anzi, anche in inverno è importante dedicarsi all’attività sportiva.

Il nuoto: un vantaggio in più

Il nuoto riscontra sempre il consenso dei pediatri in quanto favorisce lo sviluppo e la crescita armonica del corpo.

È, infatti, uno sport completo, che prevede l’impiego costante dell’intera muscolatura, senza provocare il rischio di incorrere in strappi.

Inoltre, non richiedendo particolari capacità di coordinamento, proprie di un’età più avanzata, è possibile praticarlo già in tenerissima età. Essendo un’attività aerobica, migliora l’ossigenazione e la resistenza fisica.

Altro vantaggio importante, così forte da avvalorare la scelta di questo sport per tutti i bambini, è motivato dal fatto che saper nuotare offre una sicurezza in più.

Quale? La garanzia di saper affrontare una qualsiasi eventualità di pericolo (da non considerare mai come troppo remota quando si tratta di bambini), nel malaugurato caso si cadesse in una profondità tale da rischiare l’affogamento, e quindi la vita.

L’attività agonistica è altrettanto raccomandata?

La possibilità di svolgere sport a livello agonistico, va considerata da individuo a individuo. Soprattutto, non è mai il caso che la scelta sia forzata dai genitori, troppo spesso colti dalla bramosia di crescere un campione.

Molte famiglie, in Lombardia, nei week end invernali hanno il figlio impegnato in qualche ski-club del Nord Italia. Con la conseguenza che il piccolo, dovendo anche assolvere i compiti di scuola per il lunedì, se non prepararsi a interrogazioni e verifiche, va spesso incontro a stanchezza e stress eccessivi.

L’agonismo è faticoso, prevede un impegno fisico notevole e il genitore non dovrebbe in nessun caso forzare la scelta.

Discorso a parte per il bambino che, invece, è talmente appassionato e motivato dall’attività fisica che svolge, da gestirsi autonomamente i compiti, conciliandoli alla perfezione con gli impegni sportivi, e traendone il massimo del profitto.

Il pasto ideale per chi fa sport

Nel caso del nuoto, è bene non offrire al bambino cibi solidi nelle due ore che anticipano gli allenamenti, compreso il classico panino.

Vietati, primi di tutti gli sport, i cibi grassi (fritti, maionese, creme, salse etc.) con cui si appesantirebbero. I liquidi (succhi di frutta, centrifugati, spremute, Coca Cola etc.), purché non ghiacciati, non sono mai dannosi.

L’ideale è far assumere loro, tra i 60 e i 120 minuti precedenti l’attività fisica, un piccolo piatto di pasta condita con un sugo fresco e leggero, o altri carboidrati, così da garantire le energie necessarie allo sforzo.


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