Meningite batterica: di cosa si tratta?

La meningite è una malattia che fa paura.

Meningite batterica di cosa si tratta

E’ una malattia infettiva che provoca l’infiammazione delle membrane di rivestimento che avvolgono il cervello e il midollo spinale: dette per l’appunto meningi.

L’infiammazione di tali membrane si ripercuote sul cervello portando a gravi sintomi neurologici che possono portare alla morte. Oppure a postumi gravi come sordità, ritardo mentale, paralisi motorie, epilessia.

E’ è una malattia poco frequente, più frequente durante l’inverno. Negli ultimi anni la sua frequenza è in lieve aumento. Allarmando non poco i genitori e la popolazione.

In Italia vengono segnalati circa 800 casi l’anno. Si tratta di malattie più frequenti nel primo anno di vita e che diventano progressivamente più rare con l’aumentare dell’età.

La meningite può essere causata da  batteri, virus, funghi o parassiti. Quella causata da virus è più frequente e di solito meno grave.

La meningite batterica è più grave e può in alcuni rari casi provocare la morte o danni permanenti.

Chiunque può contrarre la meningite, ma questa malattia è più frequente nei bambini dei primi anni di vita e nelle persone che hanno malattie gravi del sistema immunitario o non hanno la milza.

I batteri che causano più frequentemente la meningite sono nei neonati:

  • Streptococco di gruppo B
  • Escherichia coli
  • Listeria monocytogenes

Nei lattanti e nei bambini più grandi:

  • Streptococcus pneumoniae (SP) o Pneumococco
  • Neisseria meningitidis (NM) o Meningococco.
  • Haemophilus influenzae tipo b (Hib) o Emofilo.

L’ Haemophilus più frequente nel primo anno di vita, provoca ormai raramente la meningite perché la vaccinazione estesa ne ha quasi annullato la circolazione.

In che modo si forma la meningite

Il meningococco e l’haemophilus influenzae possono essere commensali delle vie aeree e del faringee di alcuni individui. Senza provocare in quelle sedi alcun processo infiammatorio.

Un battere commensale vive nel nostro corpo traendo da esso benefici e non determinando alcun danno.

In condizioni ambientali particolari e/o in caso di particolare sensibilità del soggetto, questi batteri possono trovare terreno fertile per diffondersi.

Non è ben noto attraverso quali vie i batteri giungano alle meningi, forse attraverso vasi linfatici o attraverso l’etmoide, osso della regione nasale.

Il batterio può venire dall’ambiente esterno e raggiungere le meningi passando dal naso o dall’orecchio. Oppure può arrivare alle meningi attraverso il sistema circolatorio.

Un’altro fattore patogenico è uno stato di infiammazione dovuto a lesione traumatica della scatola cranica. In seguito al quale i microrganismi penetrano nelle meningi attraverso la ferita aperta.

Se durante una meningite, il batterio passa dal sistema nervoso centrale al sangue e si diffonde nei tessuti, si ha una sepsi. Infezione diffusa che può risultare fatale.

I soggetti affetti da meningite possono contagiare altre persone. Anche se questo avviene con una certa difficoltà.

Il contagio è per via aerea, purché il contatto sia molto ravvicinato. Per questo motivo ha senso avviare la profilassi antibiotica nei confronti di chi ha condiviso la stanza con una persona che si scopre infetta. Mentre la procedura è meno indicata per chi ha condiviso lo spazio in un mezzo pubblico, nella sala di un ristorante, in spiaggia o nel corso di un concerto in piazza.

Sintomi

I sintomi con cui può presentarsi la meningite sono numerosi e tra questi i più frequenti sono:

  • febbre alta
  • dolore al collo o rigidità del collo
  • mal di testa
  • vomito
  • sonnolenza
  • convulsioni
  • fontanella anteriore rigonfia nei lattanti

Nei lattanti e nei piccoli bambini, la meningite può manifestarsi, soprattutto nelle fasi iniziali, con sintomi più sfumati come inappetenza, irritabilità e febbricola.

Un bambino con sintomi sospetti di meningite deve essere visitato al più presto da un medico che, qualora confermi il sospetto, invierà il paziente al Pronto Soccorso pediatrico più vicino.

Terapia

Il progresso nelle terapie mediche è stato notevole, la meningite oggi si cura molto bene, rarissimamente può ancora oggi lasciare un certo numero di danni permanenti come sordità, epilessia, paralisi, ritardo neuropsicomotorio.

Oltre alla visita e ad alcuni esami del sangue per fare la diagnosi è necessario prelevare alcune gocce di liquido cerebrospinale che è il liquido che circola nelle meningi.

Il liquido cerebrospinale si ottiene tramite la puntura lombare che viene  praticata per mezzo di un ago speciale introdotto, dopo anestesia locale, nella parte bassa della schiena attraverso la colonna vertebrale.

Le meningiti batteriche devono essere trattate con un antibiotico che va somministrato per via endovenosa in ambiente ospedaliero.

Tanto più precoce è il trattamento, tanto maggiori sono le probabilità che il trattamento abbia successo e che la malattia guarisca senza esiti.

In caso di contatto stretto e prolungato con una persona affetta da meningite batterica è indicata la somministrazione di un antibiotico. Gli antibiotici hanno un’efficacia elevata e immediata per la prevenzione di ulteriori casi.

A seconda del tipo di meningite, il medico prescriverà l’antibiotico più adatto.

La meningite si può prevenire?

L’unica misura veramente sicura ed efficace per la prevenzione della meningite è la vaccinazione.

Haemophilus influenzae di tipo b

In Italia il Piano Nazionale Vaccini, senza costi per l’utente, prevede la vaccinazione nei confronti dell’haemophilus influenzae di tipo B. Il vaccino è entrato in uso in Italia nel 1995, attualmente è tra le vaccinazioni raccomandate per i bambini di età inferiore ai 5 anni.

E’ un vaccino inattivato, costituito da una frazione del batterio coniugata con una proteina. E’ un vaccino ad efficacia elevata, ha permesso di ridurre notevolmente l’incidenza della malattia nei paesi che lo hanno adottato in larga scala.

Tale vaccino è disponibile in forma monovalente o in forma combinata con altri vaccini (ad esempio nei vaccini pentavalente ed esavalente). La presenza di tale vaccino nelle forme combinate ne ha permesso una diffusione maggiore e in corrispondenza si è potuto registrare una drastica diminuzione dell’incidenza della meningite da Hib.

Pneumococco

Il vaccino contro il pneumococco viene raccomandato in tre somministrazioni sempre nel primo anno di vita.

Lo pneumococco appartiene ad una famiglia di batteri con numerosi sottotipi. I vaccini disponibili contengono una parte dei sottotipi esistenti: tuttavia i sottotipi presenti sono responsabili della quasi totalità dei casi di meningite e setticemia da pneumococco.

Sono disponibili due vaccini antipneumococcici:

  • vaccino polisaccaridico 7-valente coniugato: efficace per la prevenzione della meningite, sepsi e polmonite nel bambino di età inferiore ai 24 mesi
  • vaccino polisaccaridico 23-valente: efficace per la prevenzione della meningite e delle forme respiratorie nei soggetti di età superiore ai 24 mesi

Al momento tale vaccinazione è raccomandata per alcune categorie a rischio di infezione grave come soggetti affetti da anemia falciforme e talassemia, diabete, broncopenumopatie croniche, insufficienza renale, immunodeficienze congenite, mancanza di milza.

Si discute se considerare a rischio anche i bambini introdotti all’Asilo Nido o in altre collettività

Meningococco

Per il meningococco esistono due tipi di vaccini.

Quello contro il meningococco B e quello contro il meningococco C.

Il vaccino antimeningococco tipo C è un vaccino inattivato costituito da una frazione del batterio coniugata con una proteina vettrice. In Italia tale vaccino è stato messo in commercio nell’aprile 2002.

Al momento il vaccino è raccomandato per i soggetti a rischio, affetti da deficit immunitario oppure per limitare le epidemie come in Toscana.

Il vaccino contro il meningococco B è stato autorizzato solo nel 2013, per questo non era incluso nel piano vaccinale 2012-2014. E’ presente nel nuovo Piano nazionale vaccini 2016-2018. Al momento in alcune regioni è a pagamento, mentre in altre è offerto gratuitamente.

Il vaccino protegge contro quasi il 90 per cento dei ceppi di meningococco B e si può fare a partire dai 2 mesi. Anche in concomitanza con gli altri vaccini previsti nei primi anni di età.

Il numero di dosi da somministrare varia a seconda dell’età in cui si comincia la somministrazione. Non si hanno ancora dati certi sulla durata della protezione, pertanto in futuro potrebbe essere necessario introdurre un’ulteriore dose in età prescolare.

Chi completa l’iter delle vaccinazioni, risulta protetto contro il novanta per cento delle forme letali della malattia. Non esistono vaccini contro le forme di meningite virale


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2 Comments

  1. Milena Frigè 09/02/2017
    • Antonio Maria Ricci 09/02/2017

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